SAN NICOLA LA STRADA
Inquinamento acustico, residenti protestano. Per la Cassazione più poteri ai comuni sull’inquinamento acustico
SAN NICOLA LA STRADA – Con l’arrivo della bella stagione, aumenta, in maniera assolutamente insopportabile per l’orecchio umano, l’inquinamento acustico contro il quale i residenti protestano in maniera decisa, ma, purtroppo, solo smanettando sulla tastiera del pc senza, invece chiede l’aiuto delle istituzioni a qualsiasi livello: Comune, Carabinieri, Polizia Municipale e ASL di Caserta. Il territorio sannicolese è caratterizzato dalla presenza di numerosi locali di intrattenimento pubblico: pub, bar con tavolini all’esterno, ristoranti, night club, discoteche. Ciò comporta, inevitabilmente, che qualcuno dei gestori dei predetti locali possa approfittarne per aumentare i decibel prodotti dalle casse acustiche procurando diversi disagi alla cittadinanza. Così ai cittadini non resta che affidarsi alla Magistratura. Questo comporta, però, tempi lunghi. Ma dal 2006 sono i comuni che debbono provvedere a far abbassare l’inquinamento acustico. È quanto ha, infatti, previsto la Cassazione con la sentenza nr. 18953/2006 emessa dalla prima sezione civile. In pratica più poteri ai comuni in materia di inquinamento acustico. Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha sottolineato come le amministrazioni comunali possano “adottare una più specifica regolamentazione dell’emissione e dell’immissione dei rumori nel loro territorio nel caso in cui i decibel dei locali d’intrattenimento producano “effetti negativi sulla quiete pubblica”. Questo significa in pratica che se i cittadini, nonostante le disposizioni della legge statale in materia di inquinamento acustico, si sentono disturbati dai decibel di un locale, possono rivolgersi al loro sindaco per ottenere un ulteriore abbassamento dei “volumi”. La Prima sezione civile nella sentenza 18953 ha spiegato che se è vero che “’nessun ente pubblico locale può disapplicare le disposizioni della legge statale, ciò non impedisce tuttavia ai comuni di adottare una più specifica regolamentazione dell’emissione e dell’immissione dei rumori nel loro territorio”. Ciò nonostante, con l’arrivo della stagione estiva sono sempre più numerosi i cittadini sannicolesi che si lamentano dei rumori molesti a cominciare dai fuochi d’artificio che si sentono anche dopo la mezzanotte, senza contare i bar che “sparano decibel a tutto volume”. Così sui siti online registriamo le lamentele continue dei residenti, come quelle della signora A.I. che chiede: “Come posso procedere per lamentela per la musica a livelli assordanti che ogni domenica il “Ghost Bar”
mette fisso dal tardo pomeriggio fino a mezzanotte superata? Per chi abita a via Patturelli, Via Fuga ecc… è impossibile passare una domenica sera piacevole. Il buon uso vorrebbe che si usasse un volume di musica più consono ad un centro cittadino”. Il Codice Penale disciplina le immissioni moleste, appunto, con l’art. 659, il quale è inserito tra le contravvenzioni concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica. L’ordine pubblico è il buon assetto ed il regolare andamento della vita sociale; la tranquillità pubblica, che rappresenta l’aspetto soggettivo dell’ordine pubblico, è la serenità d’animo che deriva al popolo dall’assenza di motivi di allarme, di commozione e di molestia. Non è la prima volta che a San Nicola la Strada un’azienda e/o un locale viene condannata e chiude i battenti. Accadde anche ad un locale notturno di via Appia che, a seguito della raccolta di firme effettuata dall’allora combattivo segretario cittadino dei Verdi, Antonio Roano, fu costretta dal magistrato a chiudere. Oppure come quando i residenti di Via Galvani nel 2010 scesero sul piede di guerra contro le aziende che provocavano inquinamento acustico ed impediscono loro di dormire. Nel corso di una riunione generale assembleare, i condomini hanno sottoscritto la lettera-denuncia che la società Domus Consulting, che amministra lo stabile, ha inviato alla PROMA e interessarono della vicenda anche l’Arpac della Regione Campania. Era dal 2006 che i residenti di Via Galvani protestavano contro i rumori molesti che impediscono loro di dormire e con l’avvicinarsi dell’estate la situazione si aggravava di molto, visto che di notte tutti dormono con le finestre aperte data la gran calura. Il Comune di San Nicola la Strada si è dotato del “REGOLAMENTO DELLA DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ RUMOROSE”, approvato con delibera di Consiglio Comunale nr. 21 del 22/03/2002. Il detto regolamento disciplina le competenze comunali in materia di inquinamento acustico ai sensi della L.447/95. L’articolo 3 relativo ai “Piani aziendali di risanamento acustico” recita: “Le imprese esercenti attività produttive o commerciali rumorose, qualora i livelli del rumore prodotto dall’attività svolta superino quelli stabiliti dal DPCM 14 novembre 1997 per le singole classi di destinazione d’uso del territorio, sono tenute a presentare al Comune apposito piano di risanamento acustico (PdRA)….”, ed il successivo articolo 4, attinente alla “Valutazione di impatto acustico” recita: “Sono tenuti a presentare al Comune la documentazione di previsione di impatto i seguenti soggetti : •titolari dei progetti per la realizzazione, la modifica e il potenziamento delle opere elencate dall’ art. 8, comma 2 della L. 447/95 e di seguito riportate: – opere sottoposte a valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’art. 6 della L. 349/1986; – strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali), secondo la classificazione di cui al D.Lgs. n.285/1992 e successive modificazioni; – discoteche; – circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinali o impianti rumorosi; – impianti sportivi e ricreativi….”.