SAN NICOLA LA STRADA
Lavavetri, prostituzione, vandalismo, ubriachezza, il sindaco faccia presto a far approvare dalla Commissione il regolamento sul DASPO
SAN NICOLA LA STRADA – Torno nuovamente a scrivere sul “Daspo Urbano” considerato che a distanza di mesi l’impegno che il Sindaco Vito Marotta aveva assunto con la stampa nel corso della conferenza di fine anno del 27 dicembre 2017 non si è ancora concretizzato. Va bene che la Commissioni si riunisca e discuta, ma che a distanza di 4 mesi non sia ancora riuscita ad elaborare un Regolamento comunale in merito ci sembra veramente troppo. Ora, rispetto a prima, il Comune di San Nicola la Strada, dallo scorso 12 febbraio 2018, ha finalmente il nuovo Comandante della Polizia Municipale al quale chiedere delucidazioni in proposito, considerato che lo stesso è un valido e preparato professionista che potrebbe sicuramente risultare molto utile nelle redazione del Regolamento tenuto conto che nel regolamento di Polizia Locale del Comune di San Nicola la Strada non c’è alcun riferimento esplicito al “Daspo urbano”, come previsto dalla direttiva del ministro Minniti. Alla precisa domanda avanzata dai corrispondenti presenti, il Sindaco aveva detto: “La relativa Commissione consiliare darà avvio ad una rivisitazione del Regolamento di Polizia Municipale anche per adeguarlo alle nuove norme, compresa la possibilità per il Sindaco di emettere il cosiddetto DASPO nei confronti dei lavavetri e delle prostitute”. Il tempo, inesorabile, scorre ed ancora non è stata approvata la rivisitazione del nuovo Regolamento di Polizia Municipale. Eppure, il cosiddetto DASPO URBANO è una delle misure contenute nella legge sulla sicurezza urbana, presentato a suo tempo dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti. Il testo, 18 articoli, concede ai sindaci il potere di ordinanza. Vengono introdotte sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture, luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione, esercitando il commercio abusivo (come ad esempio i lavavetri) o facendo accattonaggio molesto. E per chi si è ripetutamente reso protagonista di lesioni al decoro urbano scatta il Daspo urbano, l’allontanamento fino a 12 mesi. Stessa misura, ma per un periodo da 1 a 5 anni, per chi spaccia droga nelle discoteche e locali di intrattenimento. Sull’utilizzo del DASPO si è detto soddisfatto anche il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, secondo il quale “Da oggi i Sindaci hanno un’arma in più per garantire la sicurezza dei cittadini: la legge. Finalmente non devono più combattere la battaglia per la sicurezza delle città con le armi spuntate. Con i nuovi e più incisivi poteri riconosciuti, su nostra sollecitazione, potremo dare ai cittadini le risposte che si aspettano da noi pianificando la strategia. E anche contribuendo a reprimere i reati che particolarmente incidono sul diritto a sentirsi sicuri”.