SAN NICOLA LA STRADA
Mondiali di Russia 2018, esultano i senegalesi richiedenti asilo alloggiati nell’ex hotel “Serenella” dopo la vittoria sulla Polonia
SAN NICOLA LA STRADA – Come noto ormai da mesi, grandi Nazionali di calcio come l’Italia non partecipano al Mondiale che si si sta giocando in Russia, con un grande sollievo da parte di mamme, fidanzate, mogli ed amanti che venivano messe regolarmente “fuori gioco” quando scendeva in campo la Nazionale Italiana. E con un sollievo anche da parte di tutti coloro al quale il gioco più bello del mondo non gliene può fregar di meno. Cionondimeno, quest’anno c’è una parte, consistente, di appassionati ai quali piace il gioco del calcio: sono le migliaia di migranti di prima, seconda e terza generazione ed anche i più recenti richiedenti asilo. Anche ieri sera, martedì 19 giugno 2018, sembrava una tranquilla serata con milioni di telespettatori incollati davanti il televisore a gustarsi le vicende calcistiche di due squadre: Polonia e Senegal, dove giocano alcuni fra i più forti giocatori del Napoli; da una parte Zielinski e Milik, dall’altra Koulibaly, ed i tifosi partenopei divisi su quale squadra tifare. Chi, invece, non avevano dubbi su chi tifare era la numerosa comunità senegalese che da oltre un ventennio è residente in San Nicola la Strada e non poteva essere diversamente. Anche i circa 120 richiedenti asilo ospiti presso l’ex Hotel “Serenella” hanno tifato per i colori della propria Nazionale e si sono anche sentiti. Infatti, erano circa le 20,40 quando, nel silenzio della sera, si sono levate gioiose le grida di giubilo e di esultanza dei giovani richiedenti asilo appena la loro squadra segna il primo gol. Gioia che è esplosa anche sul secondo gol ed è proseguita al termine fischio dell’arbitro che sanciva la meritata vittoria del Senegal sulla Polonia. Che la numerosa platea di richiedenti asilo, che si trovano ospiti nella Città di San Nicola la Strada, fosse un fan sfegatato del calcio lo si vede ogni giorno quando a decine partono dall’ex Hotel Serenella e si recano in Via Sandro Pertini dove li attende un campo abbandonato e possono dare libero sfogo al loro amore per una palla rotonda ed ai loro “sogni” di poter trovare una sistemazione presso una squadra locale che possa dar loro la possibilità di emergere dall’attuale condizione di “senza nulla” così come era nella loro Patria d’origine.