NUNZIO DE PINTO
Un’altra insegnante mandata all’ospedale, è in atto una vera e propria emergenza educativa
SAN NICOLA LA STRADA – Ancora una aggressione ad una insegnante. Questa volta è toccata ad una docente dell’ Istituto professionale Maiorana-Bachelet di Santa Maria a Vico, dove un ragazzo diciassettenne, in un vero e proprio raptus di follia ingiustificata, ha sfregiato la professoressa di italiano, che insegna agli studenti del quarto anno, solo per una interrogazione andata male. Cosa sta succedendo ai nostri ragazzi? Una mia carissima amica, Teresa Gentile, già giornalista ed ora insegnante al “Norde” come ama dire lei, ha scritto un post che inquadra molto bene la situazione: “Docente sfregiata con un coltello da un alunno a Santa Maria a Vico per una interrogazione andata male. Prof con costole rotte perché picchiato dai genitori di uno studente per un rimprovero. Mamme che piombano in classe e fanno lezione, mortificando chi quella cattedra se l’è guadagnata buttando il sangue sui libri. Famiglie che ricorrono al Tar per contestare il 9 in pagella del figlio che, a loro dire, avrebbe meritato 10. Ogni giorno, insegnanti insultati, minacciati, messi nell’angolo. Ci vuole tanto per capire che davanti ad una emergenza educativa cosi grave, forse bisognerebbe passare all’azione? E vi meravigliate del fenomeno delle baby gang? E magari chi si sta sbattendo adesso per manifestare solidarietà alla collega ferita, sono gli stessi che offendono la professionalità docente affermando che non facciamo un piffero e che siamo baciati in fronte per i tre mesi estivi a casa (grande bugia). E nel frattempo, il governo Pd sta mettendo a punto un vergognoso nuovo contratto”. La questione educativa coinvolge tutto e tutti, dai giovani alla famiglia, dalla scuola alla cultura, dalla politica alla società, alla Chiesa. Per cercare di trattare in modo adeguato l’emergenza educativa nelle sue diverse implicazioni, occorrerebbe un’attenta analisi dello sfondo del sistema sociale per arrivare a capire alcune ragioni della difficoltà di educare in questo contesto. Occorrerebbe poi mettere a fuoco lo scenario culturale che caratterizza lo spirito del tempo e le sue forme culturali: ciò aiuterebbe a comprendere il complesso rapporto tra giovani e società adulta nel momento in cui la cultura pubblica ha rinunciato ad affrontare le grandi questioni di senso della vita. Gli ultimi decenni hanno rovesciato le basi materiali di tutti i soggetti portatori di funzioni educative: le minacce ecologiche, l’insicurezza nel mondo economico, la precarietà dei percorsi lavorativi, la confusione dei riferimenti culturali, la perdita di contatto con le proprie “radici”, la crescente volgarità e scadimento etico del sistema delle comunicazioni, l’iper-consumismo hanno lasciato soli i genitori e la scuola alle prese con una “missione impossibile”: …..educare! Oggi viviamo e cresciamo i nostri figli infatti in una società sempre più finta, di plastica, condizionata da un consumismo esasperato, con una perdita dei valori di riferimento (etica del lavoro, dell’impegno, della famiglia, della parola data, della condivisione ….dell’onore!) che avevano guidato le generazioni precedenti, una crisi etico-spirituale-educativa evidente ed una altrettanto evidente paralisi nella capacità di porre rimedio a questi aspetti (oggi ognuno ….pensa a se e basta…-che posizione miope!). Questa società indica, spesso, a tutti noi ed ai giovani in particolare, false direzioni. Tutte le direzioni indicano… l’esterno, l’apparenza, l’immagine …. quasi nulla va verso l’interiorità, l’accettazione di se e dei propri limiti. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere, in tutti i campi (vedi aumento consumo sostanze psicoattive !! vedi continuo aumento prescrizione di psicofarmaci anche ai bambini !! vedi problemi legati al gioco d’azzardo, ai disturbi alimentari , alle videodipendenze !! vedi impoverimento della vita relazionale, partecipativa e spirituale !!! vedi malessere sempre più diffuso nonostante siamo la società del benessere !!! vedi problemi dei giovani oggi!! vedi tensioni sociali crescenti! vedi aumento problemi di depressione! di attacchi di panico! vedi attacchi di panico sociale generalizzato – mucca pazza, sars, aviaria, aids, vedi violenze immotivate, …. vedi ….crisi finanziaria!). Soltanto percorsi di recupero di scelte, gesti, responsabilità e consapevolezze individuali e collettive concrete possono darci le basi per un recupero di “etica collettiva” che in ogni caso richiederà tempo per realizzarsi pienamente. In queste circostanze, che accadono in tutta l’Italia, è necessario ripristinare quello che era il ruolo fondamentale giocato dalle famiglie, dalla scuola stessa e dalle Istituzioni; bisogna educare i ragazzi al rispetto civico ed alla legalità. Credo che il recupero sociale di questi giovani debba essere una priorità per tutta la collettività, e il peso che hanno gli educatori è fondamentale. Bisogna affrontare questo declino di valori con decisione perché non è certamente questo lo specchio della nostra società.