di Domenico Petrillo
con l’apporto di Anna Lucia Ianniello
San Nicola La Strada.Anche quest’anno a partire dal 26 dicembre 2016 fino all’8 gennaio, in via Appia di San Nicola La Strada, grazie all’Associazione Nostra Signora di Lourdes, si sta assistendo alla VII edizione del “Presepe Vivente” fortemente voluto dal presidente stesso Nicola Fiorito e dal Parroco don Franco Catrame.
Il particolare e suggestivo presepe, realizzato come sempre nelle prossimità delle ormai chiuse vecchie cave di tufo dalle quali furono estratti i materiali per la costruzione della Reggia di Caserta, vuole ancora una volta far conoscere e risaltare quelle radici popolari presenti nel territorio ricco di storia e tradizioni.
Questa edizione, denominata “Natale con i tuoi”, è stata inaugurata alla presenza del Sindaco Vito Marotta, del Presidente il Consiglio Comunale Fabio Schiavo, dell’Assessore alla Cultura Maria Natale, della Presidentessa del Partenariato Regionale Lucia Esposito e altre autorità. I vari scenari, supportati da numerosi figuranti e magistralmente costruiti da artigiani del settore nei minimi dettagli, hanno rappresentato un ottimo itinerario di scrupolose ambientazioni storiche. La motivazione di questo presepe vivente, che nella liturgia ecclesiastica, rappresenta una delle forme utilizzate dalle comunità per rivivere il mistero dell’incarnazione e della nascita di Gesù, ha voluto creare un’ulteriore occasione per la trasmissione della fede. Infatti, esso ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme, tant’è che san Francesco d’Assisi fu così preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio, divenendo il tal modo iniziatore di una lunga tradizione popolare che ancor oggi conserva il suo valore per l’evangelizzazione.
In questi giorni di rappresentazione, una particolare magia è stata creata dai bravissimi “Maestri Zampognari” rappresentati dai fratelli Giacomo e Ciro Ianniello che con la loro zampogna e ciaramella hanno originato, unitamente ad altri componenti la famiglia Ianniello anch’essi zampognari qualificati, un’atmosfera mistica con le proprie melodie natalizie accalorando, in questi giorni freddi e gelidi, ancor di più il festoso clima. Il Maestro Giacomo Ianniello, che proviene da tre generazioni di suonatori e artigiani costruttori di Zampogne, poiché conosciuto per le sue melodie e strumenti in tutt’Italia, Canada e America, è considerato lo “Stradivari della Zampogna”. Naturalmente la sua attività meritoria non poteva andar persa nel tempo ed è proprio per questo che tutti i suoi tre figli hanno ereditato la passione per zampogna e ciaramella. Infatti, il primogenito Vincenzo che nella vita è avvocato suona anche la zampogna, Anna Lucia, oltre alla passione per la zampogna ha frequentato il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli ed è tuttora Maestro e Insegnante di secondo livello di clarinetto mentre il figlio Gabriele che suona la ciaramella è allievo del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento per lo strumento tromba. Non è mancata una calorosa nota di colore allorquando, in una scena dell’itinerario, su di un foglio, c’era appuntata una dedica per papà Giacomo Ianniello dalla figlia Lucia che così recitava: ” E vennero da lontano…. seguendo una cometa… al freddo e al gelo, proprio come questa sera si fermarono sotto la grotta…….. per annunciare al mondo la nascita del Re!…… Prendere parte alla tradizione millenaria dell’antico presepe, portare la buona novella tra la gente, allietarla coi nostri strumenti, vedere commuoversi i “pellegrini” con i nostri suoni…… sono emozioni indescrivibili che devo solo a mio padre GIACOMO ….non solo artigiano ma erede musicista di zampogna della terza generazione a confronto e insieme a me che ne rappresento la quarta.
Grazie papà! Fin da piccoli, con la tua bontà e forza d’animo, ci hai trasmesso prima la fede, poi l’amore ed infine l’arte! Siamo stati fortunati e lo saremo finché sarai al nostro fianco con quella tua figura imponente ma umile e buona come un angelo custode”. Da pseudo cronista, non credo ci sia altro da aggiungere; dopo questa poesia non ci si può che augurare una prossima ottima edizione del ” Presepe Vivente” divenuta ormai consolidata tradizione del popolo sannicolese.