di CARMINE ELISEO
San Prisco. Dopo l’invio delle cartelle sul recupero degli anni 2014-2015-2016 per il recupero delle somme dovute al consumo dell’acqua potabile, emerge la vicenda della Publiservizi.
Ma veramente scherziamo?
Un autorevole esponente della maggioranza Le Ali per il Bene Comune ha affermato in modo deciso : ” Oggi non e’ piu’ tempo per sistemare parenti e affini nell’azienda che l’ex sindaco Siero ha voluto fortemente nella città di San Prisco, prima di essere mandato a casa”.
Forse qualche assessore non conosce bene i meccanismi regionali che danno incentivi a chi vuole intraprendere attività artigianali , imprenditoriali e commerciali, mentre qualche altro, forse, pensa che con una gara d’appalto pilotata si possa far vincere tizio o caio in modo da sistemare parenti ed affini.
Siamo sicuri che questa giunta proceda nell’ammistrazione della citta’ in maniera adeguata, anche se qualche assessore in modo specifico farebbe bene a smettere di farneticare, perché ultimamente ha mandato in tilt anche il primo cittadino, il quale stravede per questo soggetto, il cui mestiere non sembra essere la politica , perché non ha mai militato in un partito e quindi non conosce le regole della democrazia .
Chi vuole intendere, intenda.
Sindaco D’angelo, lacci e lacciuoli, prima o poi portano allo scioglimento anticipato già sfiorato nell’ultimo consiglio comunale, quando all’ordine del giorno vi era l’approvazione del bilancio 2017. In altri tempi , nel 1975, per una lite tra consiglieri di maggioranza e parenti, il sindaco socialista A. Stellato fu mandato a casa, ed oggi i tempi sono maturi per un ritorno al passato.