L’associazione “San Rufo Rinasce” ieri sera ha terminato il ciclo di manifestazioni su Pier Paolo Pasolini. L’associazione, che riunisce un gruppo di volontari di Casolla e Piedimonte di Casolla, ha organizzato ben sei giorni di attività per ricordare il grande regista Pasolini che a settembre di 45 anni fa scelse Piedimonte di Casolla e Casertavecchia per girare gran parte delle scene del Decameron.
Il presidente dell’associazione, don Fernando Latino, arciprete di Casolla, si ritiene veramente soddisfatto per l’alta offerta culturale che si è riuscita a dare a tutti gli appassionati sia della cinematografia che delle altre manifestazioni artistiche di Pier Paolo Pasolini.
La manifestazione si è protratta per ben due settimana, cominciando il 23 settembre con la mostra di quadri del pittore Enzo Toscano, mostra dal significativo titolo “Angeli del Tifata”, con una puntuale presentazione del critico d’arte Luigi Fusco. Il giorno dopo c’è stata la proiezione del film Il Vangelo secondo Matteo, che ha riscosso il plauso di tutti i numerosi intervenuti per la particolare lettura della vita di Gesù, tra l’altro definito dall’Osservatore Romano “il più bel film mai girato su Gesù”. Il giorno dopo c’è stato il cineforum su Che cosa sono le nuvole? a cura del critico cinematografico Lorenzo Sangalli, che ha evidenziato gli aspetti spiritualisti della poetica pasoliniana. Ugualmente molto seguito è stato il giorno dopo il convegno su “Perché Pasolini a Piedimonte di Casolla e Casertavecchia?” con le relazioni dei giornalisti Giuseppe Bocchino e Francesco De Core e dell’antropologo Augusto Ferraiuolo. Per i tre relatori la scelta di Pasolini per il Decameron è stata dettata dalla ricerca dell’autentica arcaicità di Napoli, che oramai si poteva trovare solo in quei luoghi.
Con il convegno è terminata la prima parte della manifestazione, che è proseguita nei giorni di venerdì 2 e sabato 3 ottobre. Venerdì c’è stata la riduzione della Medea a cura di Massimo Santoro e di giovani Angelica e Giovanni Greco, rispettivamente nelle parti di Medea e Giasone, studenti del Liceo Manzoni, retto dalla preside Adele Vairo. A seguire vi sono state le letture di alcuni testi poetici di Pasolini, tra i quali Padre nostro e Terra di Lavoro, a cura degli attori Michele Casella, Fulvia Castellano e Mariano Cionti con base musicale di Alessio Ferrajolo. E’ così piaciuta l’interpretazione che sono stati richiesti diversi bis. Con la serata di venerdì terminavano tutti gli appuntamenti previsti nella casa canonica di Piedimonte di Casolla. Il giorno dopo si riprendeva nella splendida cornice di Palazzo Cocozza di Montanara, gentilmente messo a disposizione dalla famiglia Scalzone, per la proiezione del Decameron, perché è in questo palazzo che sono state girate diverse scene, tra cui quella di Peronella e di Riccardo e Caterina.
Tutti i componenti dell’associazione “San Rufo Rinasce” hanno ben ragione di essere soddisfatti, perché nel panorama culturale di Caserta e provincia sono stati gli unici a ricordarsi di Pier Paolo Pasolini, che giusto 45 anni fa scelse i borghi medioevali di Piedimonte di Casolla e Casertavecchia. Ma la loro soddisfazione è anche dettata dal fatto che hanno prodotto una manifestazione caratterizzata da un notevole spessore culturale con interventi in vari campi artistici e con un costo irrisorio a fronte della grande quantità di denaro pubblico mai bastevole per organizzare le varie manifestazioni artistico-culturale, che ben poca traccia lasciano di sé. E’ la prova provata che quando si hanno le idee chiare e soprattutto un progetto culturale è possibile mettere mano a vari temi, con i quali, tra l’altro, si dà anche la possibilità alle varie risorse umane culturali che esistono sul territorio di potersi esprimere e di irrobustire quel processo di conoscenza e di valorizzazione dei luoghi in questione.