Sassuolo – Napoli 2 a 2: Un pareggio maledetto

Una macumba che perseguita gli azzurri fin dal primo anno del Sassuolo in Seria A

Sassuolo – Napoli 2 a 2: Un pareggio maledetto

Una macumba che perseguita gli azzurri fin dal primo anno del Sassuolo in Seria A

Marcatori : 7′ st Fabian Ruiz (N), 15′ Mertens (N), 27′ st Scamacca (S), 44′ st Ferrari (S).

Rosario Chiarchiaro è vivo e si trova in mezzo a noi, tifa per il Sassuolo ed è entrato allo stadio Mapei, a metà del secondo tempo. Deve essere andata così ieri sera, in quel di Reggio Emilia! Altrimenti, non si riesce a trovare nessun’altra spiegazione plausibile: un cambiamento repentino che lascia di sasso, con il Napoli che vinceva, o per meglio dire, dominava, e con il Sassuolo in balìa delle onde. All’improvviso, come una maledizione oramai periodica che attanaglia gli azzurri ogniqualvolta si recano in Emilia, il proverbiale patatrac. Nel pieno delle sostituzioni, Petagna per Mertens, con quest’ultimo di nuovo in rete, e Politano pronto a sostituire Lozano, si ferma Fabian Ruiz, autore di un gol fantastico e dell’ennesima prestazione mostruosa. Il suo incidente causa uno scombussolamento tattico che porta Elmas, che aveva sostituito a metà partita Insigne, anch’egli infortunato, a prenderne la posizione, e costringendo il messicano a rimanere in campo, nonostante era palese che “di benzina nel motore” non ne avesse più. Naturalmente, le sciagure non finisco qui: dopo Insigne e Fabian Ruiz, a fermarsi è Koulibaly, concludendo la macumba, questo sortilegio che perseguita il Napoli, sin dal primo anno in cui i neroverdi emiliani hanno messo piede nel campionato di A, della “serie “non è vero ma ci credo”.

Tutto sommato alla fine agli uomini di Spalletti, espulso al 90’ per proteste, è andata pure bene! Visto le sviste dell’ennesimo, pessimo arbitro esordiente mandato a dirigere la partita in questione, che ha fatto il paio con l’assurda direzione del signor Ayroldi di Napoli – Verona, ennesimo arbitro esordiente anche lui, che ne combinò di tutti i colori, ora è toccato a tale Pezzuto di Lecce, a fare il “fenomeno”, come quando, in occasione del gol poi annullato, a due passi dalla situazione di gioco, non fischia un fallo palese di Berardi su Rhamani, convalidando un gol, che avrebbe portato il Sassuolo sul 3 a 2,  sentenziando la seconda sconfitta in campionato per i partenopei. Per fortuna degli azzurri, stavolta, la Var era in azione, e ha annullato l’evidente sbaglio dello scarsissimo direttore di gara, reo di avere invertito la punizione che ha consentito agli emiliani di impattare, visto che anche in quella occasione a subire il fallo era stato un difensore del Napoli e non invece come erroneamente ha sentenziato l’arbitro, che ha dato una punizione alla squadra di casa. Probabile che oltre al già citato menagramo Chiarchiaro di pirandelliana memoria, ci deve essere proprio qualcosa che all’Aia non va giù, vista la continua onta che perseguita la società di De Laurentis, cioè quella di inviare questi individui incapaci a arbitrare i partenopei, probabile che a qualcuno lì al “norde” questa situazione di Napoli in testa non scende proprio.

Mai come in questo momento, squadra, stampa, dirigenza, tifoseria e ambiente devono stringersi in un solo blocco, perché solo rimanendo compatti possiamo resistere a questa onda malefica, che sta facendo di tutto per vietare al Napoli di vincere: di tutto e di più tra pensieri, parole opere e omissioni, tante omissioni, soprattutto omissioni.

Purtroppo la situazione in classifica comincia a farsi deficitaria, la sconfitta contro l’Inter e questo pareggio che sa di Rito Vudù, manifestatosi ieri sera, ha accorciato di molto le distanze tra il Napoli e le due lombarde, con l’aggravante del match che i partenopei dovranno sostenere sabato prossimo, quando con tutti questi infortuni, gli azzurri affronteranno una formazione “in palla” come l’Atalanta, quarta in classifica, che è in pieno periodo di grazia.

Gli azzurri sono ancora primi, nonostante tutto, Il motto del Napoli deve essere un grido di battaglia, rifarsi magari a quello di Goffredo de Montmirail “Che io deceda se recedo”, senza che nessuno deceda naturalmente!