Sembra davvero invisibile il Clochard del sottopasso di San Benedetto

Caserta . In tante circostanze della vita che il bicchiere lo si può’ guardare mezzo pieno o mezzo vuoto è una storia vecchia come il mondo .Oltretutto non esiste una legge scritta dalla quale si può’ dedurre l’ esattezza dell’una o l’altra visione delle cose, ragion per cui l’opinione personale resta soggettiva e insindacabile. Nella serata di ieri,giovedì’ 26 novembre,  il sig. G.G. insieme ad altri  volontari dell’ associazione “l’ Angelo degli Ultimi “della quale è Presidente Antonietta D’Albenzio, ha mostrato in diretta un video della consegna di un piatto caldo ad un clochard che da tempo vive , accampato con tanto di materasso, sedia ,divano ed effetti personali nei pressi del sottopasso tra Caserta e San Benedetto.

Sono tante le persone che hanno apprezzato il nobile gesto di G. ,commentando positivamente in rete ,dal ” caldo” della propria abitazione , l’ ennesima azione solidale compiuta dai  volontari della fantastica associazione di Antonietta D’ Albenzio che da sempre svolge un enorme lavoro sul territorio al fianco di chi non ha un tetto né un pasto caldo da mangiare.

Parlavamo però’ all’ inizio dell’ articolo del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Da attenti osservatori del territorio e dopo aver guardato il video piu’ volte  non possiamo che essere pessimisti nella visione delle cose. Senza nulla da eccepire sull’ intervento solidale dell’ associazione ” L’ Angelo degli ultimi” alla quale riconosciamo l’enorme lavoro che ogni giorno svolge in città , non riusciamo a concepire come in un paese civile si possa così’ tranquillamente accettare che un essere umano viva nelle condizioni in cui versa l’ amico clochard del sottopasso.

Le sue condizioni igienico-sanitarie sono visibilmente scarse , il posto che attualmente occupa è freddo , umido oltre che da intralcio a tutte le persone che ogni mattina a piedi percorrono il cavalcavia. Sembra invisibile , davvero invisibile . Qualche giorno fa ci siamo fermati a pochi metri dal posto dove l’uomo attualmente ” risiede”  , ci siamo chiesti dove questa persona possa lavarsi e dove espletare le sue esigenze fisiologiche , ma soprattutto ci siamo chiesti fino a quando un essere umano possa vivere in certe condizioni. Abbiamo più’ volte sentito dire, fra l’ altro lo diceva anche G. nel video in diretta di ieri sera , che queste persone scelgono di vivere e vivono felicemente in questo modo. A parte che abbiamo molti dubbi su tale affermazione ma se pure fosse vero crediamo che ognuno puo’ decidere di farlo ma nel rispetto degli spazi e della vita altrui.

Una classe politica civile e competente dovrebbe essere nelle condizioni di poter offrire a queste persone un’ accoglienza degna e capace di garantire il minimo indispensabile per condurre una vita dignitosa. Soprattutto, prima ancora di leggerne il pensiero ,bisognerebbe essere nelle condizioni di offrire a queste persone un ‘alternativa. Ci chiediamo : ma all’ amico clochard del sottopasso è stato offerto un posto dove poter dormire? ma soprattutto nella nostra città esiste uno spazio dove poter garantire loro un tetto , un pasto e una doccia calda?

Siamo consapevoli che la  nostra denuncia- segnalazione potrà essere interpretata in piu’ modi ma, in tante circostanze della vita si sa’, il bicchiere può’ essere visto mezzo pieno o mezzo vuoto . La visione resta soggettiva e rigorosamente insindacabile.