Militari appartenenti alle Stazioni Carabinieri Forestale di Sessa Aurunca, Roccamonfina e
Vairano Patenora e del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta, nel corso di un controllo
presso un allevamento di animali da reddito in comune di Carinola (CE), hanno rinvenuto,
in quanto lasciate a vista, nella sala mungitura, una cartuccia calibro 12 carica con palla
singola, cinque cartucce cariche con munizionamento spezzato, una cartuccia carica a
pallettoni ed un laccio in acciaio provvisto di un anello scorsoio appositamente realizzato
per la cattura illecita di fauna selvatica.
Il possesso del munizionamento caricato a palla singola, richiedendo la prescritta denuncia
di possesso all’Autorità Locale di Pubblica Sicurezza in base al T.U.L.P.S., ha indotto i
predetti militari a verificare in banca dati la posizione del titolare dell’allevamento che è
risultato gravato da provvedimento di divieto di detenzione di armi, munizioni ed esplosivi.
Situazione illecita che ha determinato doversi procedere nell’immediatezza a perquisizione
di iniziativa dei manufatti presenti, la stalla, deposito attrezzi agricoli e dell’abitazione del
predetto.
La perquisizione ha dato esito positivo consentendo di rinvenire un fucile da caccia calibro
12 marca Pietro Beretta, con relativo fodero color verde, rinvenuto in una camera da letto
dell’abitazione, ed allestito con torcia per essere idoneo al bracconaggio in ore notturne,
risultato di provenienza furtiva.
Sono state, altresì, rinvenute altre 20 cartucce da sparo cariche calibro 12 di cui nr. 2 a palla
singola, dei lacci in acciaio costruiti appositamente con anello scorsoio idonei per la cattura
degli ungulati, nonché un ordigno incendiario costituito da una striscia di tessuto di “juta”,
arrotolata in forma cilindrica legata con filo di plastica, provvisto di miccia.
Si è proceduto a contestare il reato di detenzione abusiva di arma comune da sparo e di
ricettazione in quanto provento di delitto poiché il fucile è risultato oggetto di furto in
abitazione privata denunciato dal proprietario, detenzione abusiva di munizioni cariche
caricate a palla singola, fabbricazione e detenzione di ordigno incendiario con miccia utile
per appiccare incendi boschivi, nonché il possesso di lacci idonei per la cattura di ungulati.
La posizione dell’allevatore è ora al vaglio della magistratura.