Sit-in per l’ospedale. Le foto

Maddaloni – Si è svolto stamattina, sfidando la pioggia il sit -in proposto dal movimento Riscossa di Maddaloni per la riapertura dell’ospedale.

Il sit- in, programmato già da tempo, ha avuto luogo nonostante 2 giorni fa, al seguito di una riunione tenutasi all’ASL di Caserta, il direttore generale Blasotti, accogliendo le sollecitazioni del territorio, abbia deciso che entro il 31 ottobre riapriranno una serie di reparti e, contestualmente, nelle prossime settimane partiranno i lavori di potenziamento della struttura che saranno realizzati grazie ai circa sette milioni e mezzo stanziati dalla Regione, che serviranno principalmente a realizzare un nuovo proto soccorso. Entro la fine del prossimo mese dovrebbero essere nuovamente funzionanti, da quanto abbiamo appreso dal sindaco Andrea De Filippo e dal consigliere regionale Vincenzo Santangelo, accanto al reparto Covid, il pronto soccorso, i reparti di otorinolaringoiatria, oculistica, medicina e pneumologia. Va precisato che, a differenza di quanto diffuso in questi ultimi giorni NON sono stati ancora  riaperti al pubblico il laboratorio di analisi e la radiologia: i suddetti reparti sono per il momento autorizzati ad accogliere dall’esterno solo i pazienti che hanno avuto il covid per controlli, essendo l’ospedale, al momento, ancora covid hospital.

Anche a seguito di questa ottima notizia, stamattina una settantina di persone, tra cui molti lavoratori del nosocomio erano presenti davanti ai cancelli dell’ospedale dove i promotori dell’iniziativa, il consigliere Claudio Marone e Giuseppe Vigliotti sono intervenuti per spiegare le ragioni del sit -in. Presente anche l’on. Antonio Del Monaco ad attestare il suo impegno per il territorio e per l’ospedale in particolare.

Presenti le forze dell’ordine del commissariato di polizia e della caserma dei carabinieri.

Certo la notizia della riapertura era quello che tutti aspettavano a Maddaloni e non solo, essendo stato questo ospedale, in passato, riferimento per tutta la valle di Suessola e comuni vicini. Quello che viene spontaneo chiedersi è come mai tra i reparti che dovranno riaprire nell’immediato non compare più l’ortopedia.  Statisticamente, nel pronto soccorso, arrivano molti più pazienti per traumi ed incidenti e non per problemi oculistici, giusto per fare un esempio. Ben vengano questi reparti, ma ci sembra strano che tra questi non compaia anche l’ortopedia, prolungamento quasi naturale di un pronto soccorso, così come il reparto di chirurgia?  Ci auguriamo che questo non significhi che l’ortopedia non riaprirà e che per una frattura si debbano fare almeno 20 km.

Altra questione spinosa: ci sarà abbastanza personale per riaprire i reparti ed il pronto soccorso?

Infine ma forse la più importante, la questione lavoratori delle cooperative che vivono un’odissea ultradecennale di cui l’ultimo capitolo si scrive proprio domani. Ancora una volta, gli oltre 40 dipendenti delle cooperative che lavorano nell’ospedale di Maddaloni (circa 150 in tutto il distretto) termineranno il contratto e non sanno, ufficialmente dal 1° ottobre se, e per chi lavoreranno. Al momento non percepiscono lo stipendio da agosto e non sanno quale sarà la loro sorte. Trattati come numero di ore e non come persone, da anni rivendicano una stabilizzazione che non arriva.

In conclusione, al di là della diatriba tra politici sui meriti di questa imminente riapertura che si è scatenata in questi ultimi giorni soprattutto via social, quello che conta è vigilare affinché si realizzi quanto promesso in primis, e, successivamente, continuare con una battaglia congiunta tra le istituzioni, le associazioni ed i cittadini per riportare l’ospedale di Maddaloni ad essere il punto di riferimento del territorio in cui in insiste, facendo in modo che si riaprano altri reparti nevralgici come l’ortopedia, appunto, e perché no, anche il comparto natale, con l’ostetricia e la ginecologia in modo tale che si torni a nascere a Maddaloni, città con una storia gloriosa e una dignità che merita di recuperare. E il recupero di questa dignità passa anche attraverso l’orgoglio di avere sul documento la dicitura: nata/o a Maddaloni.