Sopralluogo dei Verdi nell’area contaminata ex Centrale del Garigliano in via di smantellamento. “Preoccupati per la presenza di amianto nel sito che non potrà mai essere la sede nazionale delle scorie radiottive”. Esposta bandiera referendaria nel sito. —
Una delegazione dei Verdi della Campania ha partecipato stamane all’Open Gate nella ex centrale nucleare del Garigliano. La visita è durata circa due ore ed è stata guidata dai tecnici Sogin che hanno raccontato la storia dell’impianto e descritto le modalità e le tecnologie adottate per smantellare in sicurezza le centrali nucleari e gestire i rifiuti radioattivi. Per il sito del Garigliano erano previsti due tipi di percorso, in “zona controllata” e “zona non controllata”. La “zona controllata” è un ambiente in cui l’accesso, per motivi di protezione dalle radiazioni ionizzanti, è regolamentato da procedure specifiche ed è vietato ai minori, mentre nella “zona non controllata” era accessibile a tutti.
Costruita dal 1º novembre 1959 al 1º gennaio 1964 su progetto dell’ingegnere Riccardo Morandi dalla Società Elettronucleare Nazionale S.p.A. ha iniziato l’attività commerciale dal 1º giugno 1964.
Nel 1965 la proprietà della centrale è stata assunta da Enel. È stata oggetto di un guasto a un generatore di vapore nel 1978 e, dopo aver valutato come antieconomici i costi della sua riparazione vista la poca vita residua dell’impianto, è stata disattivata definitivamente il 1º marzo 1982.
“E’ la seconda volta nel giro di un anno che facciamo un sopralluogo all’interno della ex centrale del Garigliano. Questa volta – spiegano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il portavoce campano del Sole che Ride Vincenzo Peretti – ci siamo introdotti nelle aree contaminate per verificare il livello di decommissioning del sito che sembra procedere assolutamente secondo i programmi. Oltre allo smantellamento dell’impianto stiamo seguendo un secondo aspetto che ci preoccupa molto e cioè l’eliminazione dell’amianto che sostanzialmente visto il periodo di costruzione della centrale è presente ovunque. Abbiamo anche esposto una bandiera referendaria nel sito e davanti all’ulivo che piantammo come ambientalisti nel 2001 davanti alla centrale prima dell’ultimo referendum anti nucleare che per fortuna abbiamo vinto”.