Sparanise . Catello Maresca presenta ” Male Capitale”. Lucia Ranucci : ” Onorata che egli abbia scelto la mia citta’”

di GIOVANNA PAOLINO

” E’  per me fonte di grande orgoglio, sia come cittadina , che come  funzionaria della Regione Campania,  che il Giudice Catello Maresca , Magistrato presso la DDA di Napoli, abbia deciso di presentare  a Sparanise, mia citta’ natale,   il suo libro ” Male Capitale “.

Con queste parole e con il consueto entusiasmo, la Dott.ssa Lucia Ranucci, gia’ Commissaria dell’Ept Caserta, annuncia l’importante evento culturale che si svolgera’ a Sparanise giovedi’ 9 marzo 2017, alle ore 17.00, presso l’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore in via Calvi .

Al centro del dibattito il libro di Catello Maresca ” Male Capitale : la misera ricchezza del clan dei Casalesi”.

Il Magistrato , che ha indagato sugli Zagaria e  protagonista di un recente polemica con Don Ciotti  della Associazione  Libera,  sulla gestione degli immobili assegnati a fini sociali – racconta in “Male capitale” l’inganno e la mistificazione del potere mafioso. E il segno che lascia tra veleni, ruderi e aziende abbandonate.

Ad  accogliere Catello Maresca, oltre alla ” padrona di casa ” Lucia Ranucci , il Sindaco del Comune di Sparanise , Salvatore Martiello e il Dirigente Scolastico Paolo Mesolella.

Sono previsti gli interventi di Salvatore Minieri , Giornalista e Scrittore, e di Gianni Cerchia, Docente della Universita’ del Molise. Modera  il Giornalista Nico Pirozzi .

” La citta’ di Sparanise – continua Lucia Ranucci –  vanta il titolo di Medaglia d’Oro al Valore Civile : segno che la nostra gente crede fortemente nei valori di liberta’, di democrazia e di legalita’”.

Catello Maresca , pm della Dda di Napoli , indaga da quasi dieci anni sul  clan dei Casalesi e ne conosce a menadito le dinamiche criminali e le sue collusioni con la politica e l’imprenditoria. In ” Male Capitale ” ,  il Magistrato nel divulga la la storia ribaltando lo schema narrativo  tradizionale dei reports giornalistici.

Il clan dei Casalesi diventa “il clan dei Caponesi”. Il suo fondatore Antonio Bardellino, “Antonio Porcellino”. Il boss Francesco Schiavone detto Sandokan, Francesco “Liberone detto la Perla di Labuan”. Michele Zagaria è “Bagaria”. La città di Marcianise è “Puccianise”. Casapesenna è “Casapennata”. Nomi falsi, volutamente distorti e in qualche caso sbeffeggiati, per dissacrare e denigrare la camorra pacchiana e miserabile che ha messo in scacco la provincia casertana. Nomi falsi che però descrivono fatti veri, precisi e puntuali, vicende che hanno riempito la cronaca giudiziaria. Notizie e pensieri che danno voce scritta alla forza dirompente delle centinaia di immagini scattate da Nicola Baldieri : nei villoni dalle architetture discutibili sottratti ai boss, nei bunker dove i capiclan si rintanavano come topi, nelle terre devastate dall’inquinamento prodotto dallo smaltimento scellerato dei rifiuti, sul quale i ‘Caponesi” hanno lucrato.

Il  Magistrato si lancia in un mix inedito di realtà e fantasia. Lo fa per rendere avvincente il racconto al figlio di 12 anni, rispondendo alle curiosità sul lavoro del padre e sui rischi che comporta. “Ho  trovato il modo di appassionare il mio pubblico – spiega – in questo modo  lo vedo concentrato e attento come davanti a un bel film di azione o di avventura”.