di Giovanni Luberto
CASERTA. 11 Giugno 2018. Tre ragazzi indagati, a bordo di una panda nera, hanno sparato senza apparente motivo con una pistola ad aria compressa su due migranti, ferendone uno all’addome. Al seguito di un’intervista presso il centro sociale di appartenenza, uno di loro avrebbe testimoniato che al momento del raid, i tre ragazzi avrebbero inneggiato al nome dell’attuale Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
E’ polemica sul seguito di quell’increscioso episodio che ha suscitato lo sgomento dei casertani, riguardo quest’ultimo episodio di violenza sui due immigrati che, si dichiarerebbero appunto appartenenti al centro sociale dell’ex canapificio di viale Ellittico. La struttura, abbandonata da anni, avrebbe subito l’incuria di diverse amministrazioni fino al lontano ’98 dove un gruppo di occupanti (ex macello ’95) ha fondato un’associazione volta a ‘toccare differenti tematiche, abbracciando vari percorsi di lotta anche con forme e modalità diverse’ così come si legge in “prefazione” dal loro stesso sito.
La stessa notizia, però, è stata ritenuta poco attendibile dal Ministro Matteo Salvini il quale avrebbe sentito il suo nome indebitamente accostato a tale gesto di inammissibile violenza estrema ed insensata.
Lo stesso ha infatti prende le distanze dalle accuse, replicando: “Ho letto la notizia della sparatoria di Caserta. Da giornalista inviterei tutti a notare che la fonte è un centro sociale. Qualche verifica più approfondita mi sembra doverosa”.
Più volte lo stesso Ministro avrebbe ribadito che la sua lotta è categoricamente rivolta contro la clandestinità matrice di delinquenza e non contro l’immigrazione dei richiedenti asilo politico.
Si ricorda che nel 2018 dalla stessa Lega è stato eletto ‘ad-exemplum’ il primo Senatore ‘di colore’ nella Storia d’Italia, Tony Iwobi.