Sparita la statuina di Gesù in memoria di Ciro Modugno. Pallotti e Ronzullo: «Attivare le telecamere su quella strada della morte». La mamma di Ciro: «Un colpo al cuore: l’hanno rubata due volte»

Sparita la statuina di Gesù in memoria di Ciro Modugno.
Pallotti e Ronzullo: «Attivare le telecamere su quella strada della
morte».
La mamma di Ciro: «Un colpo al cuore: l’hanno rubata due volte»
«Hanno rubato per due volte la statuina di Gesù che avevamo messo
accanto alla panchina in onore di mio figlio Ciro. Quando l’ho scoperto,
mi è preso un colpo al cuore». Così Nunzia Covelli, la mamma di Ciro
Modugno, il 15enne vittima di un terribile incidente stradale a Casal di
Principe, in provincia di Caserta. Il furto è avvenuto per ben due
volte.
Spiega mamma Nunzia: «Il 4 aprile, su richiesta della Associazione
Italiana Familiari e Vittime della Strada e dell’Associazione Mamme
Coraggio e Vittime della Strada è stata inaugurata una panchina bianca
in memoria di mio figlio, ucciso da un’auto guidata da una persona che
aveva bevuto troppo e fatto uso di droghe. In quell’occasione mi è stata
donata una bellissima statuina di cemento del nostro amato Gesù. È stata
benedetta e posizionata sulla aiuola a fianco alla panchina».
«Purtroppo», continua Nunzia Covelli, «viviamo in una società brutta,
dove non c’è rispetto nemmeno per Nostro Signore. Il 3 maggio ho
scoperto che era stata rubata. Per me è stato un colpo terribile, poiché
già sto subendo la grande ingiustizia di vedere l’assassino di mio
figlio ancora ai domiciliari. Per me è stato come ricevere l’ennesima
coltellata. Tuttavia, non mi sono fatta prendere dallo sconforto: ne ho
comprata un’altra uguale e l’ho messa al posto di quella trafugata. A
distanza di poche settimane, nella notte tra il 17 e il 18 maggio, la
nuova statuina è sparita. Rubata anche questa. Purtroppo sul corso
Umberto non ci sono telecamere e per poter capire chi ha compiuto questo
brutto gesto abbiamo dovuto scomodare i proprietari dei negozi per
chiedere di poter visionare i filmati delle loro telecamere. Ho
presentato regolare denuncia ai carabinieri», conclude mamma Nunzia,
«Quella statuina ha un grande valore affettivo per me e per la comunità
di Casal di Principe, poiché appartiene a un angelo. Sottolineo che la
morte di mio figlio non è stata di lezione, poiché ogni giorno su quella
strada qualcuno rischia la vita. Sarebbe opportuno installare al più
presto telecamere, anche per tutelare i ragazzi ed evitare altre morti
come quella di Ciro».
Una richiesta che è condivisa dall’Associazione Italiana Familiari e
Vittime della Strada ODV e dall’Associazione Mamme Coraggio e Vittime
della Strada ODV, che attraverso i presidenti Alberto Pallotti ed Elena
Ronzullo sottolineano la gravità di questo atto vandalico. «Vogliamo
capire se questo gesto è legato a fattori religiosi», dicono Pallotti e
Ronzullo, «oppure se è un atto contro le vittime della strada. Chi ha
rubato la statuina per ben due volte lo ha fatto perché era un simbolo
religioso oppure perché dà fastidio tutta l’opera di sensibilizzazione
fatta per sostenere i familiari delle vittime e impedire che incidenti
terribili come quello accaduto a Ciro avvengano nuovamente?».
I due presidenti aggiungono: «Bene ha fatto la famiglia di Ciro Modugno
a sporgere denuncia ai carabinieri. Abbiamo appreso che, visionando i
filmati delle telecamere dei negozi, si sarebbe arrivati a individuare i
presunti responsabili. Speriamo sia davvero così. Soprattutto, vogliamo
capire il perché di questo gesto. È un atto contro la Chiesa? In questo
caso ci appelliamo al vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo,
poiché rubare una statuina sacra è un segnale bruttissimo. La seconda
ipotesi, cioè che sia un atto contro le vittime della strada, è ancora
più terribile», continuano Pallotti e Ronzullo, «perché vorrebbe dire
che a qualcuno non sta bene la battaglia fatta per avere giustizia,
contro le lungaggini dei processi e per sensibilizzare la gente, anche
coinvolgendo le amministrazioni locali affinché partecipino a iniziative
come quella che stiamo portando avanti per posizionare panchine in
memoria delle vittime della strada in tutta Italia».
«Personalmente sono amareggiato», aggiunge Biagio Ciaramella,
vicepresidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della
Strada, «gesti come questo si potrebbero prevenire attivando le
telecamere già installate, ma mai messe in funzione. Se fossero state
attive, forse nessuno si sarebbe preso la briga di rubare quella
statuina e, comunque, i responsabili sarebbero già stati presi. Faremo
una segnalazione al sindaco e al prefetto perché vengano attivate al più
presto le telecamere. Non solo per prevenire altri furti, ma per
impedire altri terribili incidenti sulla strada».
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