Stabilimento Jabil di Marcianise. Il PSI Caserta dalla parte dei lavoratori

Comunicato stampa federazione Psi- Caserta

La Federazione PSI di Caserta, nell’ottica di un’azione politica mirata ad affrontare le problematiche reali dei cittadini di Terra di Lavoro, vuole far sentire la propria voce sulla annosa vertenza che interessa lo stabilimento Jabil di Marcianise, epicentro del “dramma-lavoro” di una intera Provincia.

La Jabil Circuit Italia Srl, filiale italiana di Jabil Circuit Inc, multinazionale americana attiva nel settore della manifattura elettronica, ha ridotto notevolmente, da anni oramai, le commesse reperibili e sostenibili per il sito di Marcianise. Negli ultimi 12 anni sono stati utilizzati gli strumenti legati agli ammortizzatori sociali, tra cui anche la mobilità incentivata. Dal 2011 ad oggi, la Jabil non ha più avuto una vera e propria attenzione industriale per Marcianise. Ha preferito aumentare lo sviluppo di attività verso paesi dell’est. Ciò ha ulteriormente aumentato l’esubero strutturale con gran parte dell’organico di lavoro in cassa integrazione, con una perdita economica media annua di quasi 20 milioni di euro. Negli anni l’azienda americana ha drasticamente ridotto il salario dei dipendenti, provenienti dagli accordi di 2° livello ed han fatto ricorso ad un processo di ristrutturazione con uscite incentivate.

Per tentare di superare questo ulteriore momento di crisi, Jabil ha presentato a novembre 2017 una piattaforma industriale in cui ha annunciato come intende gestire nei successivi mesi il sito di Marcianise. A seguito di questa piattaforma è stata avviata la Cigs, i cui 12 mesi di proroga, sono inevitabilmente scaduti.

Nel mese di giugno, durante l’incontro convocato dalla Jabil presso la sede della Confindustria Caserta, è stata annunciata la procedura di licenziamento collettivo per 350 lavoratori, sui 707 effettivi attualmente in organico. Una riduzione di fatto del 50% della classe operaia, venendo meno agli impegni assunti nelle sedi istituzionali.

Oggi non è ancora chiaro, su quali iniziative intenda intraprendere affinché vengano garantiti seriamente i livelli occupazionali dell’azienda, considerato che detti licenziamenti , che dovrebbero partire da marzo 2020, andrebbero a colpire l’ASI
(Area di Sviluppo Industriale) di Marcianise, un distretto già martoriato dalla crisi e che sta si sta impoverendo sempre di più. I Socialisti stanno esclusivamente dalla parte dei lavoratori e delle loro famiglie.

Siamo pronti, insieme alle forze sindacali, a combattere affinché venga escluso il licenziamento e salvaguardato il diritto al lavoro di tanti operai. E nella eventualità di una ricollocazione dei dipendenti presso altre aziende del settore, che la stessa possa avvenire non attraverso aziende “start-up” inaffidabili, ma tramite società serie ed attendibili, che possano garantire una continuità lavorativa.