Stop alle armi: il 9 marzo manifestazione nazionale della CGIL a Roma

 

L’assemblea CGIL a Roma oggi ha dato via libera all’iter per la messa a punto di referendum abrogativi su tre temi, licenziamenti individuali, precarietà e appalti. “Oggi come CGIL abbiamo deciso che contro una serie di leggi balorde – ha detto Maurizio Landini – come il Jobs act, la precarietà e il sistema degli appalti, visto che il governo non le vuole cambiare anzi le sta peggiorando, raccoglieremo le firme per il Referendum e abrogare leggi che stanno mettendo in discussione il futuro dei nostri giovani. Il lavoro deve essere dignitoso e il lavoro povero e precario deve essere abolito nel nostro paese”. Inoltre ha aggiunto Landini : “noi continueremo con la mobilitazione, già il 9 marzo scenderemo in piazza – con il mondo dell’associazionismo e della società civile – perché il diritto a manifestare, come hanno fatto gli studenti, si deve difendere anche manifestando. E noi come abbiamo fatto il 24 febbraio per dire basta guerra, basta spendere negli armamenti, è il momento di cessare il fuoco, basta bombardamenti a Gaza, deve prevalere la pace”.

Intanto l’Italia ha esportato armi e munizioni verso Israele dopo il 7 ottobre secondo le Statistiche del commercio estero periodicamente aggiornate dall’ISTAT: tra ottobre e novembre del 2023 l’Italia ha esportato “Armi e munizioni” verso Israele per un valore di 817.536 euro, in particolare 233.025 euro a ottobre e 584.511 a novembre, cifre modeste rispetto ad altri contesti e rispetto alla cifra di 1,5 milioni dello stesso periodo del 2022, ma quello che rende perplessi e’ il contrapporsi della realtà a quanto dichiarato pubblicamente dall’esecutivo in piú occasioni, di aver “sospeso” e “bloccato” l’esportazione di armi verso Tel Aviv dal 7 ottobre 2023. Occorerebbe fare chiarezza.