Strage dei braccianti, fermati due cittadini pakistani

"Crudeltà inaudita" secondo il Procuratore di Castrovillari

Amendolara: due cittadini pakistani sono stati fermati per la strage dello scorso 1 giugno, in cui hanno perso la vita quattro braccianti, connazionali e non.

Alessandro D’Alessio, il Procuratore di Castrovillari che sta seguendo le indagini, in una conferenza ha dichiarato a TG2 che tutti i cittadini coinvolti erano incensurati e muniti di regolare permesso di soggiorno. Le accuse sono pesantissime: omicidio plurimo e pluriaggravato, secondo Vatican News.

I fatti: 

Lo scorso 1 giugno, ad Amendolara (CS), quattro braccianti sono stati bruciati vivi in un minivan. I filmati delle videocamere di sorveglianza hanno permesso di ricostruire i fatti: due uomini hanno tenuto le porte bloccate, mentre è stato lanciato liquido infiammabile dal portellone posteriore.

Le vittime e i carnefici:

La Gazzetta del Mezzogiorno riporta i nomi delle quattro vittime: Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27). I due fermati, invece, sono Safeer Ahmed e Ali Raza.

La vicenda processuale: 

Safer e Raza, identificati attraverso le telecamere e attraverso le accuse di Taj Mohammad Alamyar, l’unico sopravvissuto, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere a un primo interrogatorio. Le indagini, coordinate tra Polizia e Carabinieri, proseguono intanto in tutta l’area cosentina e metapontina.

L’ombra del caporalato: 

Alamyar lancia accuse pesanti: erano frequenti le minacce con coltelli e pistole, secondo quanto riporta Melting Pot Europa. Si lavorava senza paga, mentre loro hanno chiesto più volte paga e contratto. TG2 riporta alcuni dati, citando l’utimo rapporto sugli CNR – ISMED: in Calabria esistono tra gli 11.000 e 12.000 lavoratori nel settore agricolo irregolari, cioè con contratto fittizio, senza busta paga, senza tutele. Minacce e violenze sono all’ordine del giorno e, sebbene i caporali siano stranieri, purtroppo gli italiani sono coinvolti come intermediari, “soprattutto le cosche”.