STRAGE DI CISTERNA DI LATINA. PER ANTONIETTA GARGIULO LA LETTERA DI ELENA MORE’

Strage di Cisterna di Latina.   Le condizioni di Antonietta Gargiulo, unica sopravvissuta alla strage messa in atto da Luigi Capasso,  procedono  sulla strada del  miglioramento .

La donna e’seguita costantemente dai familiari e da una équipe di psicologi.  Una ripresa difficile  caratterizzata da una lunga strada di dolore , un dolore molto più forte rispetto a quello fisico,  e cioe’ la morte delle sue due figlie Martina e Alessia.

Autore della follia l’ex marito Luigi Capasso, il quale non accettando la fine del matrimonio ha deciso di mettere in atto quel terribile piano, già programmato da tempo: uccidere la moglie, le figlie e poi suicidarsi. Da quella terribile tragedia è riuscita a salvarsi solo Antonietta Gargiulo.

Numerose  le lettere di solidarieta’  e i messaggi di cordoglio  pervenuti ad Antonietta Gargiulo in questo periodo.

Fra i tanti va rcordata l’appassionata lettera scritta da Elena Morè di Cesena.

Sia Antonietta  che  Elena  hanno perso i loro figli uccisi dai loro padri.

Era il 2012 quando il marito di Elena gettò dalla finestra i suoi figli, Samuele di 4 anni ed Emanuela 14 mesi. Lei riuscì a salvarsi grazie all’intervento di un vicino.

Oggi la 45enne di Cesena ha deciso di raccontare il suo dolore indirizzando una lettere ad Antonietta, un frammento di quella lettera è stato riportato dal Corriere della sera e letto nel programma ‘Storie Italiane’. Una donna che racconta tutto il dolore che solo una mamma, proprio come Antonietta, ha vissuto e sta vivendo:

“Non ceda ai sensi di colpa, non se li dia. Perché deve sapere che ha fatto tutto ciò che doveva e poteva. Spero tanto ce la faccia anche Antonietta perché tornare a vivere si può. a cosa che più mi fa rabbia è che questa donna aveva chiesto aiuto. E aveva spiegato la situazione al comandante del marito.

Le persone sapevano, eppure… Anch’io sapevo che mio marito era entrato nel tunnel di una depressione profonda che solo terapie psichiatriche e psicanalitiche avrebbero potuto curare. Decisi che dovevamo chiedere aiuto anche noi, ma lui no, non voleva.

Ho rispettato le mie scelte e sono rimasta: fin che morte non ci separi, avevo promesso.Ha vissuto l’inferno prima, ma ora sarà peggio. E ci saranno tantissime lacrime: Chieda aiuto a persone competenti che le stiano vicino mentre riprende il suo cammino”.