SU MADDALONI UNA NUBE TOSSICA DI COLORE NERO : IN FIAMME IL DEPOSITO DI MATERIALE SINTETICO E DI LEGNO PER L’ORTOFRUTTA

Ancora un grave incendio nel casertano, il secondo in appena cinque giorni. Una nube tossica di colore nero sta infatti dominando da qualche ora il cielo sopra Maddaloni. Da quanto emerso pare sia andato a fuoco un deposito di contenitori di materiale sintetico e di legno destinati all’ortofrutta. Le fiamme hanno raggiunto un’altezza di circa 4 metri e sono al lavoro due squadre dei Vigili del Fuoco.

Un cono nero altissimo domina la periferia orientale e copre soprattutto l’area di via Carmignano e la frazione di Montedecore. A scopo preventivo le autorità competenti hanno chiesto alla popolazione di non uscire di casa. Al lavoro anche i volontari della Protezione Civile comunale.

Il deposito si trova in una via laterale di via Carrarone. Il rogo ha sprigionato fiamme altissime e una densa nuvola di fumo nero che ha ricoperto quasi interamente la periferia orientale della cittadina del Casertano, a tal punto che il traffico sulla strada provinciale 335 risulta completamente paralizzato. Data la natura del materiale che sta bruciando, si sospetta il rischio di una nube tossica, ragion per cui è stato raccomandato a quanti abitano nelle vicinanze del luogo dell’incendio di non uscire di casa.

Sul posto si sono recate due squadre dei vigili del fuoco che, come detto, sono ancora impegnate a domare le fiamme altissime, che si aggirano intorno ai quattro metri. Una volta domato il rogo, i pompieri procederanno poi ad effettuare tutti i rilievi necessari a stabilire la natura dell’incendio: al momento,dunque, le cause non sono ancora chiare e non è noto quindi se sia doloso o meno. Soltanto tre giorni fa, un altro vasto incendio, anch’esso pericoloso per la salute visto il materiale in fiamme, si era verificato nello Stir di Casalduni, nella provincia di Benevento: a bruciare, quindi erano stati cumuli di rifiuti. Anche in quel caso il rogo aveva sprigionato un’alta e densa colonna di fumo nero, visibile anche a chilometri di distanza, che aveva reso l’area irrespirabile.