DI ANTONIO DE FALCO.
CASERTA. Il contratto di Governo siglato tra il Movimento5Stelle e la Lega e’ senza dubbio proiettato nella direzione di una svolta epocale e senza precedenti.
Eppure ogni tanto qualcosa sembra incepparsi in un meccanismo dove forse nemmeno il buon Di Maio riesce a capirne la chiara e storica prassi.
“Prima Il Nord”, Salvini , con i fatti non smentisce lo slogan ,scomparso dal logo ,ma sempre vivo nei programma della Lega.
Proviamo , ad approfondire il taglio delle pensioni d’oro per il quale il Movimento 5 Stelle e’favorevole e la Lega e’contraria.
Il partito guidato da Luigi Di Maio è convinto di poter ridurre i super assegni erogati dall’Inps per recuperare risorse da destinare alle pensioni più povere e portarle cosi facendo al minimo di 780 euro (pensioni di cittadinanza).
Salvini non e’ d’ accordo su questo punto e questo ci ha incuriosito cosi’ tanto che abbiamo approfondito la questione dal punto di vista numerico che di seguito riportiamo:
il 65% di chi incassa pensioni d’oro è residente nel Nord della penisola, l’ altro 35% e’ da dividere fra il centro e il Sud.
E’ chiaro che un eventuale taglio delle pensioni d’oro rischierebbe di travolgere lo zoccolo duro dell’elettorato Leghista.
Complessivamente, nel nord Italia sono 59.164 le persone che possono contare su una ricca pensione ,24.053 sono residenti nel Centro, appena 5.337 al Sud e solo in 2.530 nelle Isole.
Lo schema è, quindi chiaro: la Lega difende i pensionati con un assegno più ricco che risiedono nel suo feudo elettorale dal taglio che vorrebbe il M5S e che porterebbe benefici a quelli che risiedono nel Mezzogiorno ,Territorio che li ha portati a vincere le ultime elezioni.