TEANO. Donazioni di sangue, sabato in Viale Italia l’autoemoteca dell’AVIS effettua una raccolta volontaria

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Donazioni di sangue, sabato in Viale Italia l’autoemoteca dell’AVIS effettua una raccolta volontaria

TEANO – È arrivata l’estate e, purtroppo, tornano a scarseggiare le riserve di sangue in molte regioni italiane. Il “Meteo Sangue” indica una situazione di emergenza che richiede una particolare attenzione per evitare di creare disagi per tutti quei pazienti che necessitano di trasfusioni o che devono subire interventi chirurgici. In Italia la macchina delle donazioni tiene, anche se servirebbe un maggior impegno da parte dei più giovani, ma con l’approssimarsi dell’estate determina in molte regioni italiane un preoccupante calo delle donazioni di sangue  ed emocomponenti in diverse aree del Paese.  È sempre emergenza sangue in tutta la Italia, specialmente dopo che l’influenza ha messo a letto oltre 4mln di italiani con la drastica riduzioni delle donazioni. Sabato, 30 giugno 2018, si terrà, dalle ore 8.30 alle ore 12.30, una raccolta di sangue organizzata dalla sezione comunale dell’AVIS di Teano, in Viale Italia dove l’autoemoteca sosterrà davanti alla sede cittadina dell’AVIS . Dopo aver effettuato la donazione di sangue, i volontari avranno il tesserino con il proprio gruppo sanguigno ed una serie di analisi completamente gratuite, comprese quelle sull’epatite B, epatite C, AIDS, sifilide. L’invito è rivolto a tutti i cittadini sidicini e dei comuni viciniori, donatori abituali ma anche soprattutto agli occasionali, coloro cioè che non hanno mai compiuto questo bellissimo gesto di altruismo ed umanità. Viviamo una situazione di grave emergenza ed è necessaria da parte di tutti la massima partecipazione per far fronte ad una criticità che interessa in questa fase soprattutto i pazienti talassemici e leucemici che come è noto necessitano di frequenti trasfusioni salvavita . Il sangue ed i suoi componenti rappresentano una risorsa indispensabile per la cura dei cittadini ed ognuno ha il dovere civico di contribuire affinché questo bene prezioso sia sempre disponibile in tutte le strutture sanitarie del Paese. Secondo i dati diffusi dall’Avis, ogni giorno infatti in Italia circa 1.800 pazienti hanno bisogno di trasfusioni a seguito di malattie, trapianti, interventi chirurgici o incidenti: per un totale di quasi 8.200 unità di sangue che provengono unicamente da quanti volontariamente hanno deciso di donarle. Per tutti loro è necessario “donare sangue e farlo spesso”, come peraltro ricordava l’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione dell’ultima giornata mondiale del donatore di sangue. Soltanto attraverso una forte azione di mobilitazione da parte dei cittadini sannicolesi possiamo assicurare le cure necessarie ai talassemici ed agli altri pazienti che necessitano del sangue (attività chirurgiche, patologie oncologiche e oncoematologiche, etc.). La raccolta, però, deve essere sufficiente e costante, non possono esserci periodi di carenza come quello drammatico che stiamo vivendo, in quanto per alcune patologie, come le malattie oncoematologiche (siamo nella Terra dei Fuochi, ndr.), il sangue dopo alcuni giorni perde le caratteristiche necessarie all’uso terapeutico. Quanto si sta verificando anche da noi è comune al resto d’Italia, che registra complessivamente una carenza di sangue e raramente sono in grado di mandarci sacche aggiuntive. La carenza di sangue rende difficile l’esecuzione di interventi chirurgici o terapie a pazienti che necessitino di continue trasfusioni. La carenza diffusa rende impossibile il ricorso alla compensazione inter-regionale. Si invitano pertanto tute le Associazioni cittadine a garantire la massima mobilitazione nella chiamata dei donatori. In Europa, ogni persona sana, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, può diventare donatore di sangue, mentre altri requisiti sono richiesti per le donazioni di plasma e di piastrine. In Europa, i donatori di sangue in modo regolare rappresentano tra l’1 ed il 4% della popolazione adulta. Per motivi di sicurezza, non possono donare sangue i consumatori di droghe iniettabili, i portatori di infezioni trasmissibili (HIV, epatite C….). Ma il problema più grave è proprio legato all’indifferenza dei giovani d’oggi. Sono molto rari i casi di diciottenni che, appena raggiunta la maggiore età, si presentano ad un centro emo-trasfusionale per donare volontariamente parte del proprio sangue. Se lo fanno è solo perché è coinvolto un loro congiunto od un loro amico. Invece, la cultura della donazione dovrebbe essere insegnata già a scuola perché donare il sangue, molto spesso, fa la differenza fra vivere e morire.