Terra dei Fuochi: De Luca e Costa giocano a rimpiattino per la candidatura a Presidente della Regione Campania

Il terreno piu' fertile per la campagna elettorale fra De Luca e Costa e'quello della Terra dei Fuochi

Napoli. E’ iniziata, ormai, la campagna elettorale per la scelta del Presidente della Regione Campania.

Il centro sinistra si trova dinanzi ad un bivio: confermare De Luca , rinunciando al Movimento 5 Stelle, oppure candidare il Ministro Costa e ratificare, cosi’, a livello regionale l’accordo tra Pd e M5s.

Intanto, il terreno piu’ fertile per la campagna elettorale fra De Luca e Costa e’ , ci venga perdonato il gioco di parole, quello della Terra dei Fuochi.

Il 16 dicembre 2019 è scaduto l’incarico di Mario De Biase, commissario dall’agosto del 2010 e nessuno ha preso il suo posto perché sarebbe dovuta partire la gestione ordinaria delle bonifiche a carico della regione. Il vice di De Luca, Fulvio Bonavitacola, punta il dito contro il Governo.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa rispedisce le accuse al mittente e annuncia: “Abbiamo capito che la Campania non può andare avanti da sola e allora il ministero si mette a disposizione, sia con la sua struttura tecnica, sia nella ricerca di fondi e strumenti per non rovinare il lavoro fatto finora”.

Ma procediamo con ordine.

Il  vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola, nei giorni scorsi,  ha accusato il governo, sostenendo che la Campania ha chiesto dal novembre 2019 “un’apposita norma che garantisse il prosieguo delle attività della struttura almeno fino al 31 dicembre 2020”. Una richiesta, dice, “rimasta senza esito per ben tre volte: Decreto Clima, legge di Stabilità e Decreto Mille proroghe.

A sua volta, il Ministro  Sergio Costa respinge ogni accusa in tal senso e replica  che al suo dicastero non è mai arrivata “alcuna lettera nella quale si facesse cenno all’impossibilità per la Regione di gestire la bonifica delle discariche, né se ne è mai parlato nonostante i vari contatti tra dicastero e Regione nei mesi scorsi su diversi fronti”. Il Ministro afferma che  la verità è che la Campania “non ha ritenuto di prepararsi al passaggio di consegne annunciato almeno da quattro anni”.

Bonavitacola sostiene sia inconfutabile “l’impegno fattivo garantito dalla Regione in questi mesi per il completamento degli interventi di bonifica, oltre alla ex Resit, per le discariche Masseria del Pozzo e Novambiente”.

Il  ministro si domanda come mai “nessuno della Regione” abbia mai risposto al commissario “quando, prima che scadesse il mandato, ha chiesto indicazioni sul prosieguo delle attività”, dichiarandosi sorpreso che “proprio la Regione, cui spetta la competenza, urli alla ‘dimenticanza del governo’”.

E Bonavitacola cosi’ risponde : “ Incredibile a dirsi, Costa sollecita la Regione a “mettere la guardiania” per evitare aggressioni e atti di vandalismo. Ricordo intanto che l’area in questione non è mai stata attribuita da nessuno alla Regione. Ricordo ancora che, nei paesi civili la “guardiania” si chiama pubblica sicurezza, che dovrebbe essere garantita dalle forze dell’ordine. La Regione, intanto, ha avviato il pattugliamento dei territori con personale della società Sma, ha fornito 400 tablet ai carabinieri, ha acquistato droni, ha attivato quattro presidi interforze sui territori. Tutto questo, caricandosi di compiti non propri”

Infine- conclude – ricordo che un anno e mezzo fa arrivarono in blocco a Caserta 5 o 6 ministri. Si erano impegnati a garantire una forte presenza dello Stato in quell’area, sul piano del controllo ambientale e dell’ordine pubblico. Da allora non è stato fatto nulla di nulla.
Tutto il resto sono chiacchiere o tentativi di nascondersi dietro il dito”.

Per il momento, quello che rimane, al di la’ dei tanti proclami, da parte di tutti, e’ una terra martoriata dove, come al solito, tutti vogliono  far sentire la propria voce per dimostrare semplicemente di esserci.