Giornata di disagi a Teverola (CE), i negozianti di via Roma si sono rivolti al commissario prefettizio a causa di alcune problematiche relative all’occupazione del suolo pubblico. Negli ultimi giorni la neonata associazione “I Commercianti di Teverola” ha richiesto un incontro con le istituzioni, le quali non hanno fornito alcuna risposta. Per questo motivo, nella giornata di mercoledì 20 dicembre è stato organizzato un sit-in nei pressi del municipio e, soprattutto, sono state calate le serrande delle attività commerciali di via Roma con affisso un foglio con su scritto: “Cedesi attività (…), allo stato attuale il commercio di Teverola è in stallo”.
Per l’occasione abbiamo intervistato Alfonso Fattore, membro del gruppo politico Teverola Sostenibile. Di seguito le sue dichiarazioni:
«I commercianti di Via Roma a Teverola hanno manifestato il loro disagio attraverso un sit-in di protesta. Sosteniamo il loro impegno e denunciamo il rifiuto delle istituzioni, sia prima che durante la gestione commissariale, di istituire un tavolo permanente. Questa mancanza minaccia seriamente il tessuto imprenditoriale locale, per cui è essenziale lavorare, nel rispetto degli interessi collettivi, per trovare soluzioni che evitino il collasso dell’area commerciale. Apprezziamo l’unione dei commercianti tramite un’associazione di categoria e ribadiamo l’importanza di ascoltare le loro richieste. I commercianti non intendono invadere selvaggiamente il suolo pubblico né impedire il passaggio pedonale, ma non si può minacciare l’unica vetrina artigianale del territorio con una metodologia piuttosto discutibile.
È urgente adottare misure concrete: non si può intervenire solo quando è troppo tardi. Si dovrebbe lavorare sulla gestione della sosta per carico e scarico merci, sulla sosta a orario (su cui il Commissario ha già indirizzato la Polizia Locale ad intervenire), sull’utilizzo del suolo pubblico autorizzato e sul coinvolgimento dei commercianti per promuovere le vendite e l’attrattiva della zona.
È importante sottolineare che non stiamo demonizzando la legge né le autorità competenti, ma ci auspichiamo un’applicazione uniforme delle regole. Si offra innanzitutto supporto e soluzioni: o dobbiamo giocare a guardia e ladri? Anzi, ci auguriamo, ancora una volta, che questo modo integerrimo di fare con i “deboli” venga utilizzato anche con i “forti” e di “forti” ce ne sono abbastanza».
