articolo di F.O.
Con il nuovo brano Tu si a regina mia e un video in cui trap, rime serrate, dialetto e amore si intrecciano con stile d’azione che omaggiano la serie evento “La Casa de Papel” tornano Giuliano e Antonio, i due ragazzi di Marcianise, conosciuti al grande pubblico come I Desideri. Noi di Belvederenews li abbiamo incontrati e abbiamo fatto ai due ragazzi qualche domanda.
Intervista ai Desideri
Voi due non siete di certo dei “debuttanti” dato che in questi anni, con i vostri pezzi (basti pensare solo a Made in Napoli, Hey Zio, Uagliò e A’ Voce do Core o alla vittoria al Wind Summer Festival 2017), siete stati tra i protagonisti della scena musicale Campana ed anche Italiana. Però, il vostro nuovo pezzo Tu si a regina mia è come se fosse un nuovo esordio, dato che per la prima volta siete stati anche gli autori del brano. Com’è stato il passaggio alla veste di autori, e soprattutto si sente la tensione ne voler riconfermare il successo avuto negli anni precedenti, camminando su una strada nuova?
Io e Giuliano siamo alla continua ricerca di sfide, ci aiutano a dare il meglio… abbiamo dunque voluto cimentarci nel ruolo di autori consapevoli dell’enorme responsabilità ma, le persone sembrano aver apprezzato e ne siamo orgogliosi.
Tu si a regina mia è un pezzo social, non solo per gli ottimi riscontri che ha avuto su Spotify e You Tube (al momento siamo a 241.619 visualizzazioni) ma anche per le sonorità Trap del pezzo e per gli omaggi nel video ad una delle ultime serie evento di Netflix “La Casa di Carta”. Avete cercato di coniugare queste cose per un mero intento commerciale o perché vi piacciono e sentivate la necessità di evolversi e approcciarsi verso generi musicali diversi?
Abbiamo voluto adattare la nostra idea di amore, quello delle favole per intenderci, ai giorni nostri affinché fosse più comprensibile ai nostri coetanei. Ecco spiegato perché abbiano aperto a sonorità nuove, che poi in realtà tanto nuove non sono perché i nostri brani melodici strizzano sempre l’occhio al rap, al pop, alla dance ed anche alla trap.
Il vostro brano è anche un omaggio alla napoletanità che vi ha sempre contraddistinto, ed effettivamente non solo l’utilizzo del napoletano ma anche della tematica l’amore/il fare tutto per amore che ha sempre avuto un posto importante tra gli argomenti della musica partenopea. Eppure, non posso fare a meno di cogliere un elemento di novità, nella parte del testo dove dite Crescendo ho capito tante cose/sono stato un bastardo giocando con le donne, sembra parliate si del classico amore romantico, quello da film, quello del fuggiamo insieme verso il tramonto ma anche di un amore improntato sulla consapevolezza e il rispetto….
L’amore dev’essere rispetto reciproco. Un rispetto che parte da sé stessi perché solo volendo bene a sé stessi lo si può volere all’altra persona. Ed anche ammettere i propri errori, che spesso commettiamo, è sinonimo di rispetto e quindi rientra perfettamente nella concezione di amore.
Parliamo, un secondo del video di Tu si a regina mia girato dal regista Filangieri. Com’è nata l’idea di contrapporre ad una canzone dove si parla d’amore, scene d’azione, ossia quelle di una rapina?
Filangieri è un grande professionista ed ha voluto dare un’impronta per certi versi aggressiva da contrapporre alla storia romantica che viene raccontata… quasi a voler dire che c’è amore anche in mezzo a tutto il caos che ci circonda.
Il video finisce con un laconico continua, è possibile immaginarsi dei video per i vostri prossimi singoli che continuino la storia di questo?
Chissà… il continua sta a rappresentare il prosieguo della storia d’amore che abbiamo voluto raccontare… bisognerà vedere se questa storia sarà vissuta dai protagonisti in anonimato oppure raccontata in nuovi episodi.
Quali sono i vostri futuri progetti discografici?
Progetti futuri tanti e anche molto, molto interessanti. Ahimè, per ragioni di contratto, non possiamo ancora svelare nulla…