Tragedia di Corinaldo: i racconti dei testimoni

di Marco Natale

«Abbiamo cominciato a tossire e lacrimare. Hanno aperto una uscita di sicurezza, altre due erano chiuse. Tantissimi ragazzi volevano uscire e hanno cominciato a spingere, siamo tutti caduti, un effetto domino, alcuni ragazzi sono caduti sopra di me e io stessa ero sopra altre persone, ho avuto un attacco di panico. Le mie gambe erano schiacciate. Il buttafuori mi ha preso di peso e mi ha fatto uscire dalla folla. La discoteca era pienissima, si camminava a stento. Già in un altro concerto di Sfera, in una discoteca qui vicino, qualcuno aveva spruzzato spray al peperoncino». Sono queste le parole di Giulia Bucci, 18 anni, che si trovava all’interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) per il concerto del rapper Sfera Ebbasta. Fortunatamente non è l’unica testimonianza. Ciò in parte ci consola perché significa che c’è ancora qualcuno che può raccontare realmente quanto è accaduto in quelle ore, che definire di panico è dir poco. A distanza di ore, infatti, inizia a farsi sempre più nitida la ricostruzione reale degli eventi. Secondo quanto dichiarato dal questore di Ancona Oreste Capocasa la causa scatenante è stata il crollo dei parapetti di un ponticello. Sembra infatti che la tragedia sia avvenuta proprio in quel punto. Nel momento in cui i ragazzi si sono accalcati li la balaustra ha ceduto. E’ stato proprio in quel preciso istante che i primi ragazzi sono cauti nel fossato sottostante e sono stati letteralmente schiacciati dagli altri che sopraggiungevano.