TRAPIANTO DEL RENE | Studiosi e politici a Napoli sulle malattie terminali dei reni

Il meeting sulle nuove tecnologie di trapianto del rene mette a confronto i centri medici universitari di Napoli e Roma

Circa 60.000 pazienti in Italia sono affetti da insufficienza renale. L’aspetto più duro che ne risulta da questa malattia è la fase terminale. Si tratta di una malattia invalidante per la quale l’unica terapia è il trapianto di rene. Quest’innovativa tecnica chirurgica è una tematica al centro del secondo meeting internazionale “What’s new in kidney transplant and general surgery“, organizzato dal direttore dell’Uoc di Chirurgia generale dei trapianti dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, Michele Santangelo.

I dettagli congressuali

Sempre a Napoli, presso l’Hotel Palazzo Caracciolo, quest’oggi ha avuto luogo un importante incontro tra la Società napoletana di chirurgia e la Società romana di chirurgia. Qui l’argomento dell’incontro sarà proprio il trapianto del rene, che negli ultimi anni ha subito una serie di evoluzioni dal punto di vista sia della tecnica chirurgica sia dell’approccio farmacologico.
Lo scopo della prima parte del convegno è dunque quello di mettere in luce i pregi e i difetti di quelle che sono le novità tecnologiche/tecniche/farmacologiche emerse recentemente nel settore della trapiantologia renale.
La seconda parte, invece, porrà l’attenzione sui più recenti e diffusi presidi/device chirurgici e sui vantaggi e limiti connessi al loro corretto utilizzo, analizzando anche la loro applicazione pratica nelle varie branche chirurgiche.

Gli intervenuti: persone illustri ed esperte, ma non solo…

L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del Rettore magnifico dell’Università Federico II Gaetano Manfredi, del presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Luigi Califano, e, tra gli altri, del direttore del Centro regionale trapianti Antonio Corcione.