Trasporti a Caserta, il problema e’ la Regione

di GIOVANNA PAOLINO

Il caso Clp Caserta sta assumendo, ormai, connotati tragicomici.

La vicenda nasce nel lontano 2012.  Le  linee di TPL dell’ Acms di Caserta, fatta fallire il 22 Marzo 2012, da Regione Campania, Provincia di Caserta, Comune di Caserta e dei Comuni della provincia, in barba al Dlgs 422/97 e 400/99, quando i vertici della Regione Campania, furono assegnate alla Clp  spa, azienda privata di Carlo Esposito.

All’epoca  il Governatore Caldoro e l’Assessore Sergio Vetrella non tennero in debita considerazione le vicende giudiziarie riguardanti la Clp Sviluppo industriale, ampiamente documentate nei servizi de La Gazzetta di Modena ( poi magicamente rispolverate nel luglio 2013 per l’affidamento di Eav ,). All’azienda di Carlo Esposito  la Regione Campania  affido’  di fatto il Tpl  omettendo di chiedere la documentazione Antimafia, con atto dell’ 11 Aprile 2012 n° 26 CIG n° 2857397E95 e reso esecutivo il 30 Maggio 2012.

La storia va avanti in un susseguirsi di segnalazioni per i disservizi, documentati da anni di articoli di giornali, a firma di autorevoli giornalisti, denunce di cittadini, associazioni, Interrogazioni Parlamentari e non ultimi i video documenti dei cittadini attivi “ Amici di Beppe Grillo di Caserta “.

Inoltre vi sono innumerevoli segnalazioni da parte di lavoratori non assunti come da accordi sottoscritti in Regione Campania con le parti sociali, le stesse, che da anni segnalano a tutti gli enti le mancanze di Clp circa il rispetto di normative contrattuali e contratti di servizio.

A seguito dell’ultima riunione tenutasi in Regione Campania alla IV Commissione Trasporti, alcune indiscrezioni parlano di un presunto debito milionario, nei bilanci di CLP, riconducibile alla precedente gestione Commissariale, che, sembra ormai chiarito, non riguarderebbe Ex Acms.

D’altronde  il contratto di Ex Acms ( circa 17 Milioni di Euro, più bigliettazione, pubblicità, Cig più e sgravi fiscali annessi, 13 Milioni di Euro in 4 anni ) è sicuramente in attivo, e può ampiamente coprire tutti i costi di gestione perché cadenzato su 290 unità, 270 autisti e 20 indiretti ( elevato, grazie alla Cig a 340 unità e poi esteso a tutto il personale Ex Acms in sede di contrattazione ), ben maggiori delle circa 280 unità, oggi, effettivamente assegnate alle linee Ex Acms Caserta per la progressiva, ed inesorabile, messa in quiescenza del personale viaggiante.

Dalla medesima riunione sembrerebbe trapelare anche la notizia, che ormai notizia non è, circa l’orientamento della Regione Campania di indire le gare di affidamento per i servizi TPl solo alla fine del 2018, il che significherebbe ulteriore proroga del servizio alla Clp sul territorio casertano, e l’ utilizzo, presumibilmente per necessità, temporanea, di pubblico servizio di personale assunto sul noleggio Clp sulle linee di Tpl Ex Acms.

La situazione sembra ormai fuori da ogni logica:  un affidamento temporaneo, in base all’ Articolo 5 Comma 5 del Regolamento Europeo 1370, ampiamente scaduto  in data  11 Aprile 2014, ottenuto senza presentare certificato antimafia.  Un provvedimento di Amministrazione Straordinaria, quindi,  ridotto nel tempo come da ex Art 32 D.L. 90/2014 ( doveva durare 6/8 mesi ) e come evidenzia il ricorso, accolto dal Consiglio di Stato, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, circa il contenzioso per la Revoca della Licenza Comunitaria e delle Autorizzazioni all’Esercizio di Servizi di Linea di Competenza Statale.

Probabilmente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette in evidenza due requisiti fondamentali per ottenere le concessioni, il requisito Finanziario e l’Onorabilità, elementi fortemente trascurati da una distratta Regione Campania che, a quanto sembra, non ha “ Cambiato Verso “ neanche con l’avvento dello “ Sceriffo De Luca “.

Che dire, sembra evidente che la martoriata Provincia di Caserta debba subire l’ennesimo sfregio in fatto di servizi di pubblica utilità, l’ennesimo drenaggio di risorse economiche e umane a favore di Napoli e Provincia.