TRASPORTO PUBBLICO LOCALE. IL TAR CAMPANIA RESPINGE IL RICORSO PRESENTATO DALLA CLP SPA EX ACMS PER L’ANNULLAMENTO DELL’INTERDITTIVA ANTIMAFIA DEL 7 DICEMBRE 2016

Nuovo capitolo per la Clp  Sviluppo Industriale Spa ex Acms  società concessionaria del Trasporto Pubblico Locale in Campania ed in provincia di Caserta.

Il Tribunale Amministativo Regionale della Campania Sez. Prima  con sentenza pubblicata il 6.11.2017  ha respinto il ricorso  n. 371/2017 presentato da Clp spa  contro il Ministero dell’Interno, l’Avvocatura Regionale, la Citta’ Metropolitana di Napoli e l’A.N.A.C. ( Autorita’  Nazionale Anticorruzione )  per l’ANNULLAMENTO:

– della informativa antimafia ostativa del Prefetto di Napoli prot. n. 2098089   del 7 dicembre 2016, con la quale è stata confermata la prognosi interdittiva   in danno della società ricorrente, di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali e, in particolare, dei verbali del GIA del 14   settembre 2016 e del 21 ottobre 2016, dei verbali delle riunioni tecniche di     coordinamento con i vertici delle Forze di Polizia e con la DIA dell’8   novembre 2016, del 18 novembre 2016 e del 24 novembre 2016, dei verbali   relativi alle verifiche condotte dal personale della DIA, congiuntamente al   personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza –  G.I.C.O., in data 10 novembre 2016 e 22 novembre 2016, con i quali sono   state assunte informazioni dai dipendenti della Società;

– della nota denominata “APPUNTO DIA” dell’8 novembre 2016;

– del decreto del Prefetto di Napoli n. 219133 del 27 dicembre 2016, con il  quale è stata prorogata la gestione straordinaria e temporanea della Società   ricorrente fino al 31 dicembre 2017, conservando gli amministratori
straordinari in carica fino al 18 gennaio 2017 e nominando, invece, con  decorrenza dal 19 gennaio 2017, due nuovi commissari nelle persone del prof.  -OMISSIS- e della dott.ssa -OMISSIS-;

– per quanto occorra, della lettera n. 162218 del 23 settembre 2016, con la  quale sono state chieste informazioni alla Regione Campania e alla Città  Metropolitana di Napoli sullo stato della procedura di evidenza pubblica per
l’affidamento dei servizi del trasporto pubblico locale;

– delle note di riscontro della Regione Campania e della Città Metropolitana  rispettivamente prot. n. 779451 del 29 novembre 2016 e prot. n. 341273 del   27 settembre 2016;

– del verbale della Conferenza di Servizi del 15 giugno 2016;

– della nota prot. n. 188960 del 21 dicembre 2016, con cui l’ANAC ha  ritenuto la proposta di cd. tutorship, avanzata dalla -OMISSIS-, non idonea a  neutralizzare gli effetti inibitori derivanti dalla conferma interdittiva;

– dei precedenti decreti (prot. n. 24535 del 25 febbraio 2015 e n. 36660 del 23marzo 2015), con cui il Prefetto di Napoli ha disposto il Commissariamento   della -OMISSIS- nonché del decreto prot. n. 137033 del 26 ottobre 2015, con   cui si è disposta la proroga della gestione straordinaria fino al 31 dicembre
2016;

– di tutti gli ulteriori atti presupposti, collegati, connessi e consequenziali.

Questi i fatti.

Nel 2014 la – OMISSIS-, operativa nel settore del trasporto pubblico locale,  veniva attinta da informativa antimafia emessa dal Prefetto di Napoli (confermativa di una precedente interdittiva del 2013) avverso cui la società proponeva ricorso, respinto con sentenza di questo T.A.R. n. 5978/2015.

In sintesi, il giudizio prognostico di contaminazione criminale ritenuto  legittimo nella predetta pronuncia – alla quale integralmente si rinvia per la   ricostruzione del quadro indiziario operato dalla Prefettura – si fondava sulla contestazione di circostanze denotative di cointeressenze economiche tra la famiglia – OMISSIS- (in particolare, -OMISSIS-che deteneva il 50% del capitale sociale) e soggetti affiliati ad associazioni criminose di tipo camorrisitico (clan -OMISSIS-), oltre che sulla presenza tra i dipendenti della-OMISSIS- di due esponenti del clan campano -OMISSIS- – -OMISSIS- – –   OMISSIS- (i fratelli -OMISSIS-), condannati per associazione di tipo mafioso
ed autori, peraltro, di estorsione in danno della medesima ricorrente.

Con decreti prefettizi prot. n. 24535 del 25 febbraio 2015 e n. 36660 del 23 marzo 2015 veniva disposta, ai sensi dell’art. 32, comma 10, del D.L. n.90/2014 (convertito dalla L. n. 114/2014) la misura della straordinaria e
temporanea gestione della -OMISSIS-, successivamente prorogata,  relativamente a specifici contratti di trasporto pubblico regionale e   provinciale, con la nomina di amministratori di nomina prefettizia.

Nel 2015 la società ricorrente avanzava istanza di aggiornamento ex art. 91,   comma 5, del D.Lgs. n. 159/2011, integrata con ulteriore domanda nel 2016.

Nello specifico, con la prima richiesta del 15 ottobre 2015, la -OMISSIS evidenziava
le seguenti sopravvenienze che, a suo giudizio, avrebbero   denotato l’assenza o quantomeno l’elisione del rischio di contaminazione     criminale:
– il Tribunale di Prato, con decreto del 21 marzo 2013 di rigetto della misura   di prevenzione personale nei confronti di -OMISSIS-, avrebbe accertato   l’avvenuta disarticolazione dell’omonimo clan e la mancanza di pericolosità
sociale attuale del prevenuto;
– l’amministrazione prefettizia avrebbe erroneamente ravvisato elementi di   collegamento tra il clan -OMISSIS- operativo in Toscana ed il clan –    OMISSIS- – -OMISSIS- – -OMISSIS- presente nei Comuni campani di
Pollena Trocchia e Sant’Anastasia, trattandosi viceversa di formazioni    criminali autonome e non comunicanti;
– la Corte di Cassazione, con sentenza n. 37673 del 10 giugno 2015, ha   annullato con rinvio la pronuncia della Corte d’Appello di Firenze di confisca     di quote della -OMISSIS- s.r.l. (società riferibile alla famiglia di -OMISSIS-,
titolare del 50% della società -OMISSIS-, ma ritenuta nella disponibilità    diretta di -OMISSIS-, in quanto si rendeva intestataria fittizia di un immobile alla criminalità organizzata, mentre la gestione della società -OMISSIS- è stata
affidata al dott. -OMISSIS-, in sostituzione di -OMISSIS-;

– i dipendenti -OMISSIS- e -OMISSIS- sono stati licenziati con  provvedimenti conseguenti alle sentenze di condanna per associazione di tipo   mafioso.

A riscontro di tali istanze di aggiornamento, con informativa antimafia emessa   dal Prefetto di Napoli il 7 dicembre 2016 – oggetto del presente giudizio – è     stata confermata la prognosi interdittiva in danno della -OMISSIS- –
OMISSIS- s.p.a..

Con il ricorso in esame la società insorge avverso tale ultimo provvedimento    confermativo e i suindicati  atti istruttori, tra i quali i verbali GIA, i verbali   delle riunioni tecniche di coordinamento con le Forze di Polizia e con la
Direzione Investigativa Antimafia e gli ulteriori atti istruttori richiamati in     epigrafe; a sostegno dell’esperito gravame, deduce violazione di legge ed   eccesso di potere sotto distinti profili.

Estende inoltre il gravame al decreto prefettizio del 27 dicembre 2016 con cui   è stata ulteriormente prorogata fino al 31 dicembre 2017 la gestione     straordinaria e temporanea della medesima società ai sensi dell’art. 32, comma
10, del D.L. n. 90/2014 con avvicendamento, a partire dal 19 gennaio 2017,   degli amministratori prefettizi.

In adempimento dell’ordinanza presidenziale n. 580 del 9 febbraio 2017 la   Prefettura ha versato gli atti istruttori posti a fondamento della interdittiva,    avverso i quali la società ricorrente ha proposto rituale atto di motivi aggiunti.

Si sono costituite la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli,   quest’ultima eccependo la propria carenza di legittimazione passiva, per essere   estranea ai provvedimenti impugnati ed evocata in giudizio solo in quanto   destinataria di richiesta di informazioni da parte della Prefettura di Napoli.
All’udienza del 27 settembre 2017 la causa è stata trattenuta in decisione.