“Tutto cambia perchè nulla cambi”: valutazione scolastica e ritorno al passato

Per le valutazioni ritornano i giudizi

Tornano i giudizi alle elementari e i voti vengono abrogati.

E’ stato infatti, depositato in Commissione cultura al Senato l’emendamento del governo, all’As 924 bis, che rivede la valutazione intermedia e finale alla scuola primaria.

La valutazione in vigore allo stato attuale, voluta da Lucia Azzolina, ministro della cultura durante il governo Conte, è stata definita dai partiti della maggioranza come poco chiara per docenti e famiglie, per cui sarà sostituita  «con giudizi sintetici», da ottimo a insufficiente, correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti.

Ma le sorprese che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha riservato al mondo scolastico non finiscono qui: è stata prevista una norma che di fatto vieta alle scuole superiori di mettere voti al primo quadrimestre.

Il ddl 924 è un disegno di legge che rivede anche la valutazione della condotta. Si prevede che per la sospensione fino a un massimo di due giorni lo studente dovrà essere coinvolto in attività di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare; per l’allontanamento dalla scuola di durata superiore a due giorni si prevede invece lo svolgimento di attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni scolastiche e individuate nell’ambito degli elenchi predisposti dall’amministrazione scolastica. Inoltre il voto inferiore a sei decimi potrà aversi anche a fronte di comportamenti “che configurano mancanze disciplinari gravi e reiterate”.