UDC, ELEZIONI PROVINCIALI. CENTRO DESTRA O CENTROSINISTRA? AUTONOMIA O CONGRESSO NAZIONALE ? E’ POLEMICA TRA LORENZO CESA, GIUSEPPE DE MITA E 7 SEGRETARI REGIONALI

di GIOVANNA PAOLINO

NAPOLI. Si svolgera’ oggi , martedì 12 settembre, presso l’Holiday Inn di Napoli (Sala Ginestra – Centro Direzionale, Isola E6) con inizio alle ore 17.00 , la riunione del Comitato e della Direzione Regionale dell’Udc della Campania.

Il vertice e’ stato convocato dal Segretario Regionale Giuseppe De  Mita .  All’incontro parteciperanno i consiglieri regionali, l’assessore regionale ed i segretari provinciali. Sarà presente Ciriaco De Mita.   L’analisi del quadro politico regionale e nazionale sarà al centro della  riunione del Comitato e della Direzione Regionale dell’Udc .

In realta’ il vertice mira a  ratificare  l’orientamento  politico dell’Udc  in vista delle alleanze politiche propedeutiche per le elezioni provinciali che si  svolgeranno il 12 ottobre 2017.

Il problema si pone  e non solo per la imminente preparazione delle liste alle provinciali 2017 ma anche in funzione di una precisa identita’  politica dell’Udc , che spesso appare incerta, anche da parte dei suoi stessi vertici.

Ma procediamo con ordine.

Nei giorni scorsi,  Lorenzo Cesa, Segretario Nazionale Udc, a proposito delle elezioni provinciali in Sicilia, ha affermato :  ” Solo il centro- destra puo’ cambiare la Sicilia” – ed ha stigmatizzato le amministrazioni di Pd e di M5S in terra di Trinacria.

Sul punto e’ intervenuto Giuseppe De Mita ,  Vice Segretario Nazionale Udc e Segretario Regionale per la Campania, il quale ha contestato le affermazioni di Lorenzo Cesa .

” “Non sono pochi dentro l’UDC ad interrogarsi in queste ore sulle ultime dichiarazioni del partito in Sicilia. Pure nel rispetto dell’autonomia territoriale, credo che la scelta di aderire non al centrodestra, ma al destracentro, resti priva di respiro politico generale- ha commentato Giuseppe De Mita – Dire di voler fare il Ppe in Italia e allearsi con la Lega e’ molto di piu’ di una mucca in corridoio”.

Ed ha aggiunto : ” “Pero’ in momenti politici straordinari come questo, non si puo’ pensare di procedere per dichiarazioni nelle quali ognuno parla per se’ – aggiunge De Mita – con l’illusione disperata di aggrapparsi a qualunque cosa, senza alcun coinvolgimento degli organi di partito e senza darsi una visione generale.

Anche perche’, dal congresso nazionale del 2014 ai congressi regionali in corso, la nostra scelta e’ stata quella dell’autonomia e dell’argine a destra e verso i populismi, compreso quello leghista. E mi pare difficile ambire a generosi risultati elettorali offrendo l’immagine di un partito incerto finanche sulla propria identita’”.

 

“Ma se qualcuno la pensa diversamente o ha altre spiegazioni – conclude il vice segretario UDC – sono gli organi di partito e non i singoli a dover prendere le decisioni. E in fin dei conti la fase congressuale in corso e’ la sede piu’ idonea per scelte di questo tenore”.

Giuseppe De Mita, dunque, ha sollevato la questione dell’intervento degli organi congressuali per la definizione delle decisioni di partito relative alle alleanze pur ribadendo che dal 2014 ad oggi la scelta dei Consigli Regionali Udc e’ stata quella delle coalizioni  con il centro- sinistra.

Ma non e’ tutto.

La polemica all’interno dell’Udc e’ continuata dal momento che  le dichiarazioni di Giuseppe De Mita sono state contestate  da ben 7 Segretari Regionali dellìUdc : Giovanni Barosini (Piemonte), Andrea Pasini (E.Romagna), Vincenzo Tortorici (Lombardia), Enrico Di Giuseppantonio (Abruzzo), Franco Talarico (Calabria) e  dal  vicesegretario vicario regionale Udc Sicilia, Giuseppe Ruvolo.

”  L’Onorevole Giuseppe De Mita non si illuda che l’isolamento sia la risposta migliore al populismo  trasversale”- hanno detto i  7 Segretari Regionali Udc .

“Il principio della coalizione, d’altra parte, – spiegano – era nel DNA della Dc Infine ciò che appare discutibile è l’enunciazione di principi a seconda della circostanza che è più o meno conveniente per avallare proprie tesi. Pertanto l’esigenza di convocare un organo collegiale , esigenza già condivisa nei giorni scorsi per una convocazione a fine settembre del Consiglio Nazionale, va rivendicata sempre . Cosa che non accadde quando dalla notte al giorno si passò da Caldoro a De Luca”.

 

“In quel caso – affermano i segretari regionali dell’UDC – nessun organo nazionale fu interessato. L’on De Mita, dopo ben 5 anni non solo di sostegno al governo di centrodestra persino di partecipazione alla giunta con il prestigioso incarico di vicepresidente affidato a lui stesso, rivendicò l’autonomia locale sancendo la rottura con Caldoro. Scelta che comportò una significativa lacerazione della nostra comunità in Campania e non solo. In Sicilia riteniamo che sia giusto seguire il principio dell’autonomia territoriale che per noi rappresenta un punto di forza sempre e non a seconda delle convenienze e delle contingenze”, concludono.