Udinese – Napoli  0 a 4 : Azzurri compatti e devastanti

In Friuli gli azzurri hanno dato prova di essere una squadra vera

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Udinese – Napoli  0 a 4 : Azzurri compatti e devastanti

In Friuli gli azzurri hanno dato prova di essere una squadra vera

Udinese – Napoli 0 a 4 marcatori: Victor Osimhen 24′; Amir Rrahmani 35′; Kalidou Koulibaly 52′; Hirving Lozano 84’

E’ un Napoli che gioca da squadra, con i classici meccanismi che rendono un gruppo forte, imbattibile, un gioco che  esalta le qualità dei singoli, ma che usa contemporaneamente la  potenza prorompente dei vari Anguissa, Koulibaly, Di Lorenzo, Osimhen e la tecnica e la fantasia di Insigne, Politano, Fabian Ruiz, organizzazione e corsa, collaborazione tra i reparti, nessun calciatore, durante la fase della gara, lo si scorge da solo, sia in fase di costruzione, ma soprattutto in fase difensiva, a Luciano Spalletti un Grande Bravo, ampiamente meritato, complimenti Mister, l’uomo giusto dopo i disastri degli allenatori di provenienza rossonera, che fin dai tempi di Giacomini, hanno causato disastri sulla panchina partenopea.

Dopo solo 4 giornate, parlare di primo posto è prematuro, basti pensare che putacaso l’Udinese, ieri avesse fatto punteggio pieno, oggi sarebbe prima in classifica, quindi teniamoci il primato,un primo posto meritato, per quel che vale in questo momento ma nulla di più, piedi per terra Napoli, soprattutto rivolto alla città.

A Udine, è stato tutto meraviglioso, i gol, le chiusure difensive,le gabbie a protezione di chi è meno dotato, sono un esempio da far vedere ai giovani che si affacciano a questo bel mestiere,  a centrocampo Fabian Ruiz si muove magistralmente finalmente, anche perché l’ appoggio attorno a lui è perfetto, è stato fantastico ammirare i mille modi che gli azzurri adottano per arrivare in rete, certo avere un “mostro” imprendibile lì davanti, fa il suo, ma i primi due gol sono stati frutto di schemi studiati, e chi allena sa che raramente, uno schema studiato cento volte in allenamento, poi si realizza in gara, quello che si è scorto ieri, per un allenatore, di qualsiasi categoria, non ha potuto altro che rallegrarlo, perché quando si intravede il lavoro della settimana, riportato nella partita è sommessamente un gran bel vedere, una soddisfazione doppia.

Un Napoli stellare che confesso mi ha fatto spesso sorridere di gioia, una sensazione di benessere che mancava da Napoli Stoccarda, di quel periodo di quando gli azzurri vincevano trofei, una sensazione nuova ma antica, certo dopo ci sono stati altri momenti esaltanti, con il sarrismo, non lo nego, ma quella era una  squadra consapevole, con un giuoco perfetto, che però non ha prodotto titoli, e dopo lo tsunami degli ultimi anni, sfido chiunque a negare di essere andato in depressione, per come sono finite le stagioni, ieri sera ho rivisto un certo spirito del tempo che fu, una voglia di giocare, di divertirsi e divertire che appunto mancava dai tempi degli scudetti.

Per la verità un minimo di preoccupazione da parte del sottoscritto, prima della partita al Dacia Arena comunque traspariva, il Napoli aveva si incamerato 9 punti in 3 partite, ma non è che avesse convinto appieno, la partita con il Venezia non faceva testo, anzi, in 10 contro 11 portare a casa il risultato è stato altresì importante, e in quei casi non si può pretendere di godere di gioco organizzato, ma le gare con il Genoa e con la Juve sono state segnate da un gioco da parte del Napoli  a tratti discontinuo e le partite sono finite con esito positivo per gli azzurri, più che altro per episodi a favore che per meriti di gioco, Petagna a Marassi si inventa un gol da centravanti serio, rievocando lo spirito del gallese John Charles, Kean e Shezhyny sono stati gli artefici in negativo per i non colorati di una vittoria meritata si ma che stentava a arrivare, se non fosse stato per i loro strafalcioni, probabile che la gara sarebbe finita in parità, anche se così facendo i piemontesi avrebbero rubato un punto, ma la partita in Friuli, ha fatto capire che ci sono ampi margini di miglioramento, per quel che concerne i vari meccanismi di gioco, che Spalletti sta impartendo, ma soprattutto ci sta insegnando che in questa squadra non esistono titolarissimi, ma che è il gruppo che vale tutto per intero e questa potrebbe essere la linea che può portarci fino alla fine, per realizzare un sogno che a oggi pare impossibile, ma come diceva La Rochelle : “Non sono ragioni per vivere ma solo passioni!”

Avanti tutta .