Un click di scienza/ Storia dei virus, amebiasi

Per il numero di maggio il Dott. Serlenga ci parla dell’amebiasi, cioè di un’ infezione che viene acquisita per trasmissione oro-fecale dal parassita Entamoeba histolytica, il più delle volte asintomatica, anche se può presentare alcuni sintomi che vanno da una lieve diarrea fino alla dissenteria grave, fino ad arrivare ad ascessi epatici (extraintestinali)

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Ciste di Ameba Entamoeba histolytica

La diagnosi viene eseguita identificando il parassita nei campioni di feci o tramite test sierologici, esso può provocare un’infezione con quadri clinici di rilevanza variabile.

1. Si presenta principalmente asintomatica e innocua, e in tal caso si parla di infezione amebica commensale
2. Può produrre lesioni dei tessuti accompagnate a sintomi severi, primo fra tutti la dissenteria; si parla allora di malattia amebica.

Quindi molte di queste infezioni sono quindi asintomatiche, ma possono rendersi evidenti in seguito a particolari circostanze, quali malattie intercorrenti o stati di immunodepressione.

Alcuni sintomi che si verificano con l’invasione dei tessuti nel colon di solito si sviluppano da 1 a 3 settimane dopo l’ingestione di cisti e comprendono

•​Diarrea intermittente e stipsi

•​Flatulenza

•​Dolore addominale crampiforme

Può esserci dolorabilità epatica e del colon ascendente e febbre, e le feci possono contenere muco e sangue.

A differenza delle altre specie del genere Entamoeba, l’agente infettivo dell’amebiasi è capace di penetrare nella parete del colon e generare patologia sia locale che extraintestinale.

L’amebiasi non dissenterica può essere confusa con la sindrome da colon irritabile, con l’enterite regionale o con la diverticolite. Una massa del colon destro può anche essere scambiata per cancro, tubercolosi, actinomicosi o linfoma.

Essendo un’infezione ubiquitaria, può essere riscontrata a tutte le latitudini, ma è più comune nelle regioni tropicali e sub-tropicali, essendo favorita da situazioni di carenze igieniche e da climi caldo-umidi.

Per non contaminarsi bisogna evitare il contatto con dei cibi e delle acque con le feci umane, ciò può essere complicato dall’alta incidenza di portatori asintomatici, il consumo di cibi crudi, comprese insalate e vegetali, e di acqua e ghiaccio potenzialmente contaminati soprattutto nei paesi sottosviluppati.

L’acqua bollente uccide le cisti di E. histolytica. L’efficacia della disinfezione chimica con composti a base di iodio o di cloro dipende dalla temperatura dell’acqua e dalla quantità di detriti organici presenti in essa. I filtri portatili forniscono vari livelli di protezione

Il vaccino per questa particolare patologia non è disponibile.