Un clik di scienza/ La storia dei virus, la rosolia

Per questo numero della rubrica “Un clik di scienza” il dott. Serlenga ci parla della Rosolia. il “Rubella Virus” è un tipo di virus che fa parte della famiglia dei Matonaviridae, è una malattia molto contagiosa che si può presentare in età infantile e spesso anche durante i mesi di gestazione nell’ospite può causare malformazioni congenite (Teratogenesi) agli organi. La malattia può generare alcuni sintomi come mancanza di appetito, eruzioni cutanee di colore rosa sulla pelle, infiammazione delle ghiandole, occhi gonfi e febbre.

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Rubella virus vista al microscopio (foto Alamy)

Questo virus si trasmette per via aerea (trasmissione orizzontale),tramite tosse o starnuti dall’individuo che ha contratto la malattia (contatto diretto) o con il contatto di oggetti contaminati (contatto indiretto) o per (trasmissione verticale). La Sindrome da Rosolia Congenita (SRC) scoperta nel 1941 dall’australiano Norman McAllister Gregg  avviene quando la donna non ancora in età fertile non si immunizza per prevenire tale patologia, causando una possibilità di aborto nel 20% dei casi e può produrre invalidità gravi e permanenti nel bambino.

Eruzione cutanea dovuta all’incubazione del virus

Approvato nel 1969 il vaccino è nella lista dei farmaci essenziali dell’OMS, con efficacia dopo le due settimane, la singola dose è sufficiente per il 95% dei soggetti. Nonostante la singola dose, il vaccino viene generalmente somministrato in due dosi, in quanto unito a quello del morbillo.

Infatti il calendario vaccinale include tutti i soggetti con meno di quaranta anni, a cui segue poi la somministrazione di una prima dose di vaccino a tutti i soggetti fra i 9 e i 12 mesi di età. Il secondo è quello di vaccinare semplicemente tutte le donne in età fertile.

Ad oggi molti paesi dell’Unione Europea hanno eliminato la rosolia, mentre in sette Paesi dell’UE risulta ancora endemica: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia e Romania.