UN SEQUESTRO DI APPARTAMENTO IN PROVINCIA DI CASERTA

La Guardia di Finanza ha posto sequestrato la villa della moglie di Nicola Ferraro, ex consigliere regionale dell’Udeur che due anni fa era stato condannato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, con sentenza passata in giudicato. L’abitazione di oltre 400 mq comprensiva di piscina, stimata in circa 800.000 euro, si trova ad Arienzo, in provincia di Caserta. Ferraro, che aveva un’attività imprenditoriale nel settore del trattamento dei rifiuti , è stato riconosciuto dal giudice penale come imprenditore e politico colluso, con i reggenti del “clan dei casalesi”, fazioni Schiavone e Bidognetti.

L’imprenditore, prima della sua elezione al Consiglio della Regione Campania avvenuta nel 2005, aveva asservito sia la propria attività imprenditoriale, anche quale amministratore della Ecocampania, azienda tutt’ora fallita, che quella politica, agli interessi della camorra, ricevendone in cambio sostegno elettorale ed un appoggio determinante per la sua stessa affermazione imprenditoriale. Già durante gli accertamenti economico – patrimoniali svolti in occasione della precedente misura di prevenzione- gli inquirenti avevano acquisito numerosi documenti, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie, che dimostravano che gran parte delle attività e dei beni dell’ex consigliere regionale e dei suoi familiari erano stati acquistati con proventi riconducibili alle attività del “clan dei casalesi”. In tale contesto è emerso anche che la villa oggi sequestrata è stata edificata nel periodo 1997-1998, quando l’attuale moglie di Ferraro non poteva disporre delle necessarie risorse finanziarie, evidentemente fornitele dal suo compagno. L’esecuzione del sequestro  si aggiunge a quello già effettuato nel mese di giugno scorso, porta a un valore superiore ai 4 milioni di euro i beni complessivamente sottratti alla disponibilità dell’imprenditore.