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UNA FORTE DENUNCIA CONTRO L’INCURIA E LA STRAFOTTENZA DEI CITTADINI E DELLE ISTITUZIONI, FATTA DALLA SCRITTRICE DORA BARLETTA.

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA. Il libro “Santa Maria del Carmelo” di Dora Barletta, è un capolavoro di storia dell’arte del nostro territorio, ma mi piace definirlo come una forte critica che l’autrice indirizza ai cittadini, ma soprattutto alla curia ed alle istituzioni, che pur potendo fare qualcosa se ne fottono altamente degli edifici religiosi della nostra meravigliosa terra. Chiese antiche che parlano di storia, e che però si ritrovano il più delle volte in uno stato di completo abbandono (proprio come Santa Maria del Carmelo, oppure ancora Sant’Agnello in Maddaloni, per fare qualche esempio).

Questa è una parte dell’epilogo del libro, che a me ha colpito tanto per determinazione e veridicità:

“… Le culture con le quali siamo pronti a integrarci forse consentono, senza ribellarsi mai , che la strafottenza e l’incuria delle istituzioni e dei cittadini determinino, con l’inevitabile passare degli anni, uno stato di fatiscenza tale per i loro edifici religiosi, dal quale si potrebbe uscire solo con un recupero architettonico strutturale, magari costosissimo e non sempre sinonimo di successo da un punto di vista di rispondenza del canone artistico?…”

“… E vogliamo parlare dei progetti architettonici anti-sismici? Si, no, costano troppo, i fondi per realizzarli arrivano ma gli italiani se li fottono perchè li utilizzano solo in parte, eccetera”.

Oggi da donna adulta talvolta”ostile” per il suo carattere combattivo, Dora Barletta afferma chiaramente che le ricchezze del nostro territorio, così cariche di anni e polvere, così sottomesse e trascurate, altro non rappresentano che il degrado della nostra cultura locale, cultura che dovrebbe predicare democrazia, libertà, rispetto.

Alla scrittrice vien da ridere quando si parla di integrazione tra le diverse culture, in quanto il degrado non ci consente nessun tipo di integrazione, visto che una cultura che non rispetta se stessa, non può assolutamente rispettarne una diversa.

Nell’epilogo l’autrice si espone anche sul concetto di dominazione, che non è solo quella che invade con i carri armati, che brucia, che sgozza, che esplode; ma può essere anche quella alimentata da una sottocultura che non ha ben chiare le proprie radici, non le impone, non le difende con i denti.

Il forte messaggio che il libro “Santa Maria del Carmelo” vuole indirizzare , è che tutti noi dobbiamo assolutamente integrare prima la nostra di cultura, e poi quella estranea al nostro mondo.

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