X Edizione Premio Ammaturo – Legalità Città di Napoli, premiati gli uomini della “catturandi”

Al personale dell’Ottava sezione Catturandi della Squadra Mobile della Questura di Napoli e’ stato assegnato il “Premio Antonio Ammaturo Legalità città di Napoli”, giunto alla decima edizione.

Lunedì 15 luglio 2019, presso il Complesso Monumentale dei Santi Marcellino e Festo, alla presenza del Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, si è tenuta la X Edizione del Premio Ammaturo, istituito alla memoria del Dirigente della Squadra Mobile di Napoli ucciso nel 1982 in piazza Nicola Amore insieme con il suo collaboratore Pasquale Paola. Nel corso della manifestazione sono stati premiati gli agenti della Polizia di Stato che hanno lavorato per l’arresto di Marco Di Lauro, “promotore ed organizzatore dell’associazione di stampo camorristico denominata clan Di Lauro.

Inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità stilato dal Ministero dell’Interno, era considerato il più pericoloso latitante di camorra”. “Evidenziando elevate capacità professionali, acume investigativo, tenacia e determinazione operativa, riuscivano, con altre articolazioni investigative, a trarre in arresto Marco Di Lauro” – si legge nelle motivazioni della Commissione, presieduta da Carlo Alemi – “Le energie profuse nel corso di tutti questi anni per il raggiungimento di questo straordinario obiettivo sono state notevolissime: oltre 700 decreti di intercettazione emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, 1530 utenze telefoniche intercettate, 56 autovetture monitorate e circa 132.000 ore di registrazioni ambientali.

L’operazione, ampiamente ripresa dagli organi di informazione sia nazionali sia internazionali, ha contribuito a rafforzare il prestigio delle istituzioni. Chiaro esempio di impegno, dedizione, sacrificio e coraggio”. La manifestazione è stata animata da un dibattito, moderato dalla giornalista Conchita Sannino, al quale hanno preso parte il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il Procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo, il Questore di Napoli Alessandro Giuliano, l’ex Presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi e Maria Cristina Ammaturo, figlia del dirigente assassinato.

Nel suo intervento il Capo della Polizia ha sottolineato l’insegnamento che Antonio Ammaturo ci ha lasciato e cioè quello di “Da che parte stare. Non si può stare di qui e di là, non si può essere in qualche modo amici di tutti. Non c’è una modalità con la quale esiste una esecrazione pubblica e una indulgenza privata. Gli affari si fanno con le persone per bene. Io credo che questa sia l’eredità di Antonio Ammaturo credo che questo sia il lascito che oggi dobbiamo rinnovare, chi ha compiti di responsabilità ha una responsabilità anche di insegnamento civico”.

“Quando noi ricordiamo persone come Antonio Ammaturo o Boris Giuliano – ha continuato il prefetto Gabrielli – che avevano esattamente la consapevolezza di stare su un crinale pericoloso, vivevano la loro vita professionale non in contesti ovattati ma in contesti nei quali stare da una parte implicava un rischio, un rischio personale e di questo ne erano assolutamente consapevoli e allora noi siamo chiamati, visto che viviamo a volte in condizioni migliori, ad avere un atteggiamento anche un po’ più deciso”.

Durante l’evento l’attore Renato Carpentieri ha introdotto un momento di riflessione con alcune letture tra cui i versi dedicati ai “Giusti” di Borges. Al termine della cerimonia sono state premiati i protagonisti di tre operazioni di polizia giudiziaria dove i poliziotti si sono contraddistinti per acume investigativo, tenacia e determinazione operativa. In particolare è stato riconosciuto il merito. La cerimonia di commemorazione di Ammaturo, servitore coraggioso dello Stato che non aveva avuto paura di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra organizzata, ha avuto inizio in piazza Nicola Amore dove avvenne l’eccidio, con la deposizione di una corona di alloro.