Fase 1, fase 2 e con l’aiuto del Signore la speranza è quella di evitare una fase 3.
Il giornalista Dario Bocchetti, ex direttore di Maddaloni News condivide con noi auspici, perplessità, speranze e dubbi su questa ripartenza economica che da domani vedrà coinvolta la maggior parte degli esercizi commerciali in Italia.
Immagino che ci sia tanta voglia di ripartire, di rimboccarsi le maniche e tornare alla normalità. Condivido pienamente il pensiero di De Luca, ossia “Aprire oggi per non chiudere dopodomani”. Giusto. Che senso avrebbe? Però c’è molta confusione. Tanta, troppa. Il politichese del Presidente del Consiglio dei Ministri non arriva. Servirebbe una comunicazione più diretta e, nello stesso tempo, precisa. Insomma, una traduzione che semplifica il messaggio. Quella stessa comunicazione che ha fatto il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, capovolgendo anche i sondaggi pre Covid – 19. Più diretta, più efficace e più percepibile.
Domani è il grande giorno, si riparte. Ma serve cautela e tanta responsabilità.
A mezzanotte il coronavirus non sparirà, quindi, come dice Conte, bisogna affrontare il pericolo, consapevoli e consci che sussiste. Ma ripartendo anche con la stessa consapevolezza che la linea dei contagi continua a scendere.
Oggi il governo è costretto ad affidarsi alla fiducia al popolo. Non ha alternative perché se non si muore di coronavirus qui si morirà di fame.
Aldilà di tutte le retoriche, con tanta prudenza, si riparte.
Come? Beh, con tanta prudenza, cautela e altrettanti dubbi.
Innanzitutto uno dei quesiti che mi sono posto in questi giorni è:
– Perché sanificare dopo due mesi e mezzo di chiusura? Ma che resistenza avrebbe questo virus?
Dopo tanti disagi, oggi i commercianti sono costretti ad affrontare anche questa spesa.
Non credete sia superflua?
Le notizie che si susseguono, esternate dai tanti virologi, sono spesso in contraddizione. È evidente, quindi, che la conoscenza di questo nemico invisibile resta comunque al palo.
In questo periodo così tragico e travagliato, chi indubbiamente merita la più alta riconoscenza è sicuramente il personale medico, paramedico e sanitario.
Sono loro i veri eroi di questa pandemia, mettendo a rischio la loro vita e quella dei loro congiunti.
E cosa dire dei nostri politici?
Ai posteri l’ardua sentenza. Non ci sono precedenti tali da poter giudicare l’operato di un governo e le scelte annesse al loro compito governativo.
Questo è il momento della coesione.
Oggi più che mai è il momento di dire basta ad un’opposizione a prescindere e cercare, nonostante le diversità politiche e partitiche, la collaborazione di tutti affinché si possa uscire da questa situazione che inevitabilmente segnerà per molto tempo la vita di tutti noi. È il momento di rivendicare quello spirito di patriottismo e congedare la demagogia ed il populismo che oggi, più che mai, assume una mera forma di sciacallaggio.