Lo scorso 3 agosto, a Casal di Principe, una donna di 40 anni, in stato confusionale, è stata trovata in strada con un feto morto di circa 20 settimane, chiuso in una busta. Nel corso delle indagini, affidate ai carabinieri di Casal di Principe, è emerso che la donna ha assunto, volontariamente, molteplici volte un farmaco per l’artrite, che tra gli effetti collaterali causerebbe quelli abortivi. Inoltre, la procura di Napoli Nord, oltre ad aver disposto un sopralluogo all’interno dell’abitazione in cui è accaduto l’infanticidio, ha rinvenuto anche alcuni messaggi su WhatsApp, che confermerebbero l’accusa, scambiati con alcuni conoscenti. Dopo l’accaduto, la donna era stata trasportata dai soccorsi all’ospedale Moscati di Aversa e il 7 agosto, dopo essere stata dimessa, è stata sottoposta ad interrogatorio. Nella giornata di ieri il tribunale di Napoli Nord ha emesso la misura cautelare. Al momento la donna si trova all’interno del carcere di Pozzuoli, in attesa dell’udienza. Le indagini sono ancora in corso. Si lavora anche per identificare il padre del feto.