A processo gran parte dei ‘furbetti del cartellino’, del comune di Portico di Caserta

PORTICO DI CASERTA – Sarebbero ventinove i cd’ furbetti del cartellino’ indagati ed a giudizio che erano in servizio presso il Comune di Portico di Caserta. C’è da  precisare,   che il numero di imputati è piu’ della meta’ dell’organico dei dipendenti del Comune di Portico di Caserta .

Tali ‘dipendenti’  passavano il badge per poi successivamente allontanrsi , dagli uffici. Tutti gli accadimenti risalgono all’estate 2013 quando una serie di impiegati del comune appunto  furono sottoposti ad un’accurata operazione di monitoraggio con l’applicazione dell’impianto di videosroveglianza. L’inchiesta successivamente partì successivamente da una serie di di esposti anonimi. Il Pubblico Ministero sammaritano dispose che venissero acquisiti interi tabulati e filmati che oggi dovevano essere proiettati in aula.

Oggi i 29 imputati sono comparsi di nuovo dinanzi alla 3 Sezione Penale ( presieduta dal dott. Giuseppe Meccariello) in prosieguo dell’udienza dibattimentale in istruttoria. E durante la udienza di stamane e’ stato sentito un ufficiale di polizia giudiziaria che eseguì degli accertamenti e delle acquisizioni dei documenti su delega presso il Comune di Portico di Caserta.

La prossima udienza del 29 gennaio e’ stata programmata la proiezione dei filmati contenuti nelle riprese delle telecamere che all’epoca vennero installate per captare il comportamento degli impiegati imputati e l’audizione di altri due ufficiali di polizia giudiziaria che fecero delle operazioni di monitoraggio e di pedinamento dei dipendenti sotto controllo. Verranno anche sentiti il tecnico informatico e l’esperto contabile.

Le indagini furono condotte dal Comando Stazione Carabinieri di Macerata Campania agli ordini del maresciallo Baldassarre Nero su delega del Pubblico Ministero dott. ssa Antonella Cantiello. Per quel che riguarda il collegio difensivo abbastanza corposo esso è  composto dagli avvocati Gesare Gismundo, Raffaele e Gaetano Crisileo, Alfredo Sorbo, Giuseppe Stellato, Francesco D’Atri e Stefano Vaiano.

A rischiare il carcere e la conseguente perdita del posto di lavoro sono dunque 29 dipendenti che, all’epoca,  subirono anche la misura interdittiva della sospensione dall’ impiego. Ecco di chi si tratta : Piccirillo Lorenzo, Ventriglia Caterina, Gravante Giuseppe, Castiello Andrea, Asciore Giuseppina, Ienco Antimo, Iodice Giuseppe,Iodice Giovanni,Iodice Carmine, Iodice Emilio, Baiano Antonietta, Piccirillo Sergio, Piccirillo Oscar Luigi, Giannetti Domenico, D’Ambrosio Domenico,Munno Mario, Stefanelli Modestino, Indaco Giovanni, Merola Giuseppina, Merola Francesco, D’Amelio Gianfranco, Rauccio Sebastiano, Pisano Maria Antonietta, Iodice Francesco, Piccirillo Giosue’,Piccirillo Francesco cl. 61, Piccirillo Francesco cl. 54, Grimaldi Andrea e Falcone Alessandra.