Caserta – Dopo l’annuncio, arrivato ieri, della morte di Oscar Schmidt, il grande campione del basket che ha portato Caserta nel mondo con successi e una fama inaspettate per una piccola città del Sud, si sono moltiplicate le voci nel web e le manifestazioni di affetto in suo ricordo. Una delle prime si è svolta ai campetti antistanti la Reggia di Caserta, con striscioni che riportano il mitico numero 18 della Phonola Juve Caserta e i canti dei tifosi dedicati al sempre amatissimo campione.
Oscar è stato un idolo indiscusso per tutti i casertani per le grandi emozioni che ha regalato, ma soprattutto perché ha ricambiato in maniera incondizionata questo amore per la città.
La Mão Santa si è spento a soli 68 anni in ospedale a Santana de Parnaíba, nello stato di San Paolo, in Brasile. Purtroppo, da quindici anni lottava contro un brutto male.
È stato uno dei più grandi giocatori della storia del basket mondiale e il cestista brasiliano più forte di tutti i tempi. Negli anni Ottanta ha regalato ai casertani grandi soddisfazioni al PalaMaggiò: tutti ricordano i boati per i suoi canestri, ma soprattutto Oscar ha portato Caserta dall’anonimità della A2 alle competizioni nazionali e internazionali, fino allo scudetto, in soli otto anni. Il campione era molto amato anche per le qualità umane: indimenticabile il discorso in lacrime con cui lasciò Caserta, e le parole «Io sono e resterò sempre un casertano» sono rimaste nel cuore di tutti.
Il lutto cittadino è stato ufficialmente chiesto e accolto per onorare il legame speciale con la comunità casertana, che si è protratto anche negli anni successivi alla partenza del Re del Basket, della quale era cittadino onorario dal 2016.
Caserta oggi si ferma, abbassa la testa e saluta il suo campione. Come aveva promesso, Oscar non se n’è mai davvero andato e non se ne andrà mai. Il numero 18 non sarà mai più di nessun altro.