Affondo Provincia di Caserta. Silvio Lavornia solo contro il Governo . Le dichiarazioni di Giovanni Zannini, Camilla Sgambato e Vilma Moronese

di GIOVANNA PAOLINO

Il  drammatico Consiglio Provinciale, che si e’ tenuto ieri, 3 aprile 2017, ha dimostrato  l’isolamento istituzionale e politico della Provincia di Caserta.

Chi era presente in sala non ha potuto fare a meno di pensare  di trovarsi in uno Stato distinto e separato dalla Repubblica italiana: uno Stato allo sbando e senza alcun vero riferimento istituzionale.

Una specie di Titanic dove il malcapitato Presidente Silvio Lavornia sta cercando di evitare che  ” tutta la baracca affondi”.

Ma , diciamolo, si sta parlando di una situazione ” fantascientifica ”  nella quale si assiste alla violazione  dei fondamentali diritti costituzionali,  lavoro e istruzione , ma anche sicurezza e dignita’ dei cittadini.

Praticamente una vergogna per i cittadini onesti di Terra di Lavoro!

Questi i dati emersi nella  drammatica giornata di ieri : la sede storica di Corso Trieste è stata provvisoriamente chiusa alcune settimane fa mentre dal primo aprile sono stati licenziati i 48 lavoratori del Gruppo Samir che avevano l’appalto per la pulizia delle due sedi della Provincia, del Museo Campano di Capua e del Centro per l’Impiego; l’11 aprile invece scade il contratto per la manutenzione delle strade provinciali, di cui si occupa Terra di Lavoro Spa, società della Provincia con 64 dipendenti, per i quali potrebbero presto partire lettere di licenziamento; Terra di Lavoro si occupa anche del servizio di manutenzione delle scuole, la cui scadenza è a giugno,  e da ieri  molti dirigenti scolastici  per effetti della carenza di fondi della Provincia, hanno chiuso i laboratori informatici.

Anche negli istituti alberghieri molte cucine sono state chiuse; quasi nessuna delle 96 scuole superiori, frequentate da 57mila studenti, si è infatti adeguata alle norme sulla sicurezza, che richiedono lavori per cui mancano i fondi. Inoltre 94 istituti non hanno l’agibilità né il certificato di staticità, con problemi strutturali seri, come quelli che hanno riguardato l’Istituto Pizzi di Capua, dove crollò lo scorso anno parte del soffitto in un piano è ancora oggi studenti e professori fanno i salti mortali per garantire un servizio efficiente”.

Una situazione  allucinante aggravata dai rapporti fra il potere locale – ente provincia – e il governo.

” Ho presentato denuncia alla Procura della Repubblica contro il Governo – ha detto Lavornia – e sono pronto a consegnare le chiavi dell’ente al Prefetto”.

” Aspettiamo che il Governo ci restituisca i soldi prelevati con la legge Delrio – ha continuato il Presidente Lavornia – . L’approvazione del decreto salva province e’ slittata al 7 aprile dopo numerosi rinvii. Riteniamo, tuttavia ,  che questo provvedimento salvera’ situazioni gravi ma non e’ sufficiente per Caserta dove siamo al collasso”.

 

Presenti in aula  il Consigliere Regionale Giovanni Zannini  Centro Democratico e  la Senatrice Vilma Moronese Movimento 5 Stelle.  Anche  l’Onorevole Camilla Sgambato Pd ,  pur se a Roma, non ha mancato di esprimere  la propria vicinanza al Presidente Lavornia.

L’Onorevole  Giovanni Zannini ha  ricordato che la Regione Campania ha stanziato un milione di euro per  pagare le utenze scolastiche si e’ impegnato a risolvere la situazione per la  provincia di Caserta unitamente al Consigliere Regionale Stefano Graziano e al Sottosegretario Brassi.

Sulla questione ha preso la parola anche  la Senatrice Vilma Moronese  le cui dichiarazioni sono state  contestate  da parte di un esponente politico del Partito Democratico, che  , risentitosi  del richiamo alle responsabilità che la Sen. Vilma Moronese aveva fatto rispetto alla sua parte politica e quindi del Partito Democratico, intervenendo fuori luogo, e non rispettando la parola data in quel momento alla Senatrice, ha inziato ad urlare ed inveire.

“A rischio  ben 96 istituti in Provincia di Caserta.  Il motivo è esattamente la finta abolizione delle Province- affermato la Senatrice –
Gli “esperti” del PD hanno combinato proprio un bel guaio, hanno drenato soldi alle Province ma non gli hanno tolto le competenze, hanno tolto il voto ai cittadini  e non le poltrone che adesso si scambiano con accordi politici”.

 

Gia’ ad ottobre del 2016 Vilma Moronese lancio’ l’allarme sullo stato  delle scuole casertane.

” I tagli della legge Del Rio – ha precisato la Senatrice- blocca le attivita’ di manutenzione negli istituti superiori”.

La Provincia di Caserta ha dichiarato dissesto nel dicembre 2015.

” La ragione di tale dissesto finanziario – ha aggiunto Vilma Moronese – non va individuata esclusivamente in una cattiva gestione dell’ente ma anche nel trasferimento di risorse che l’ente locale ha dovuto trasferire allo stato centrale in seguito a quanto disposto dalla legge n.190 del 2014 legge del Rio”.

 

Incisivo anche l’intervento della Deputa Camilla Sgambato, la quale da Roma  ha fatto sapere che mancherebbero pochi milioni di euro per il `salva province´ ma il vero nodo è quello del prelievo forzoso preteso dal Governo in seguito alla legge che aboliva le Province, poi salvate dal referendum del 4 dicembre scorso.  La legge che aboliva le province italiane aveva imposto un  prelievo alle stesse . Sta di fatto che su quella di Caserta il provvedimento ha inciso in modo molto profondo, anche  a causa  di indicatori di ricchezza elencati in norme emanate dal Governo Renzi, che hanno equiparato la Provincia di Caserta a quella di Milano. Tra questi  il criterio legato al costo medio dell’assicurazione auto, che nel Casertano è molto elevato non per il reddito, che resta basso, ma per via delle truffe che colpiscono indirettamente soprattutto i tanti cittadini onesti. L’Ente casertano ha dovuto pagare 32 milioni di euro nel 2015 , soldi che tra l’altro il Governo prende direttamente dalla tesoreria provinciale. Nel 2016 il prelievo era di 42 milioni, somma solo in parte pagata; quest’anno il Governo ne pretende altri 42.