AMBC: “Il pasticcio del decreto del sindaco per la videoconferenza”

Il decreto n. 40 del 9 aprile scorso è carente sotto molti profili e, in particolare, non considera l’esclusività della videoconferenza, come prevede espressamente l’art. 73, comma 1, del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (non è prevista alcuna modalità audio!) e non prevede le modalità per permettere una adeguata pubblicità delle sedute

MONDRAGONE – Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dell’Associazione Mondragone Bene Comune: “L’AMBC è costretta – suo malgrado – a rompere il suo momentaneo silenzio scelto per queste giornate di riti pasquali. Con il decreto sindacale n. 40 del 9 aprile scorso il sindaco Pacifico ha disposto l’abilitazione alla svolgimento delle sedute della Giunta comunale e del Consiglio comunale in audioconferenza, videoconferenza e/o teleconferenza, stabilendo i criteri per lo svolgimento delle sedute in modalità telematica durante l’attuale emergenza.

L’AMBC da un mese sta chiedendo la convocazione del Consiglio in modalità di videoconferenza (abbiamo anche proposto l’utilizzo del Palazzetto dello Sport). Quindi, tutto bene? Purtroppo no: Il decreto è carente sotto molti profili e, in particolare, non considera l’esclusività della videoconferenza, come prevede espressamente l’art. 73, comma 1, del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (non è prevista alcuna modalità audio!) e non prevede le modalità per permettere una adeguata pubblicità delle sedute.

Ma è soprattutto illegittimo laddove il sindaco regolamenta anche il Consiglio comunale. E no, è di esclusiva competenza del presidente del Consiglio decretare in merito alle sedute dell’Assemblea e non può essere il sindaco a farlo! Ma chi è che vi porta per mano a fare questi incredibili scivoloni?”.