Ancora ferma la mensa. I genitori: “state negando un diritto ai nostri bambini”

A tre mesi dell’inizio dell’anno scolastico è ancora tutto fermo

La scuola, dopo la famiglia, è l’istituzione che più di tutte raccoglie il seme della crescita delle nuove generazioni. Un genitore si aspetta questo quando lascia la mano dei propri figli, affidandoli alla cura e alla competenza degli educatori, senza mettere in conto di dover lottare affinché i diritti base dei propri bambini vengano garantiti, perché non dovrebbe esserci alcun dubbio sul fatto che questo avvenga, ma purtroppo non è sempre così.

Lo sanno bene i genitori e i piccoli allievi dell’Istituto Comprensivo Ventriglia di Piedimonte Matese che a distanza di tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico si ritrovano a richiedere a gran voce l’erogazione del servizio mensa non ancora attivato.

Sappiamo bene che il problema è di competenza comunale e che ci sono difficoltà di natura tecnica – dicono i genitori – ma la domanda è una, e sempre la stessa: i bambini cosa c’entrano? non possiamo far finta di nulla, dobbiamo trovare una soluzione.”

Lo dicono con la voce rotta dalla rabbia le famiglie di questi bambini che sono stanche di continui rimandi e delle promesse non mantenute.

Doverosa è una precisazione: il disservizio denunciato non si limita a mettere in evidenza la chiara negazione del pasto ai bambini ma anche tutto quello che questo genere di mancanza comporta.

Se è previsto che la scuola dell’infanzia vada a coprire anche la fascia del pasto è perché in quel momento si sviluppa tanto per la crescita dei bambini – affermano ancora i genitori – sia da un punto di vista didattico che per quanto riguarda l’aspetto relazionale.”

All’inizio dell’anno l’Istituto Ventriglia aveva proposto ai genitori dei bambini di adottare la settimana corta, ma senza un efficiente servizio mensa tutto questo non è possibile.

Ovviamente, oltre i disagi legati alla crescita dei nostri bambini, non sono da sottovalutare le problematiche legate a quella parte di genitori che lavora.”

Lo stallo in cui si trova il servizio mensa implica anche modifiche dell’orario scolastico e questo ovviamente mette in difficoltà tutti quei genitori che hanno un lavoro a cui ottemperare. Spesso, infatti, molti di loro sono costretti a pagare baby sitter per garantire supporto pieno ai loro bambini. Si tratta di una situazione complessa, come si evince da questa breve intervista, che merita un attento e risolutivo provvedimento. Le nuove generazioni hanno bisogno di un presente che abbia cura di loro per poter costruirsi un solido futuro: questa è una costante che non bisognerebbe mai perdere di vista.