DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
Il corpo del povero Vincenzo era sepolto sotto una serie di rifiuti e un primo strato di cemento. I lavori sarebbero continuati per nasconderlo del tutto. L’autolavaggio diventato la tomba di Vincenzo Ruggiero era chiuso quanto i Carabinieri hanno effettualo l’irruzione. Ma una cosa è certa: Ciro Guarente il dipendente della Marina Milita- re in servizio a Roma fidanzato con la trans Heven, non potrebbe aver fatto tutto da solo.
Il corpo di Vincenzo Ruggiero, Ciro, voleva farlo sparire. Per questo l’ha cosparso di acido cloridrico e lo fatto a pezzi. L’avrebbe orribilmente sfigurato, devastato prima di occultarlo. Avrebbe tentato di cementificare i resti. Avrebbe tentato di seppellirli in un buco del pavimento del corridoio di un autolavaggio abusivo, situato nel garage di una palazzina popolare in via Scarpetta, a un passo da via Argine a Ponticelli. Nuovi particolari macabri nell’omicidio gay di Parete. Le ricerche andavano avanti nel mare di Licola. Poi Ciro Guarente, dipendente civile della Marina Militare, ha confessato tutto.
Resta in carcere Ciro Guarente, il marinaio di 35 anni, accusato dell’omicidio di Vincenzo Ruggiero. La decisione è stata assunta dal gip del tribunale di Napoli Nord che ha confermato il fermo emesso sabato scorso nei confronti dell’uomo. Guarente, interrogato oggi dal pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato.