Solo con una corretta prevenzione si combattono gli incendi boschivi

Anche quest’anno le cronache ritornano su un tema che ogni estate tragicamente ricorre: gli incendi boschivi migliaia di ettari di bosco distrutti dagli incendi boschivi. Solo nel parco del Pollino, secondo una prima valutazione fornita dall’Ente Parco, le fiamme hanno distrutto circa 900 ettari di territorio. Ciro Costagliola, agronomo, presidente dell’IRVAT prosegue: le condizioni di abbandono, di degrado, di scarsa manutenzione, in cui oggi molti ambienti naturali versano, richiama il comparto pubblico ad intervenire con maggiore determinazione sul contrasto agli incendi con una massiccia manutenzione del territorio attraverso interventi di tipo tradizionale, quali la pulizia del sottobosco, la realizzazione e manutenzione delle fasce tagliafuoco, la manutenzione degli stradelli forestali, la regimazione idraulica delle acque meteoriche con una ricaduta occupazionale notevole. Le risorse, ben impiegate nella manutenzione con attività ordinarie caratterizzate da un più elevato tasso di impiego di manodopera e dalla realizzazione di opere a basso impatto ambientale, porterebbero ad una economia di quegli interventi straordinari che si attuano in caso di disastri.

Peraltro accanto agli interventi di contrasto agli incendi di tipo tradizionale sono disponibili e collaudate tecnologie già utilizzate in altri Paesi, del tipo FIRE BOX, costituite da telecamere digitali in bianco e nero e da una rete di sensori gas con tecnologia ad infrarosso e ultravioletto, che possono dare risposte immediate all’insorgere dell’incendio. La trasmissione delle informazioni, satellitare, GSM/GPRS o rete iperlan, determina alert ed immagini per la verifica immediata della situazione, fin dai primi metri quadrati di superficie incendiata. La centrale di pronto intervento può coordinare le attività ed i mezzi necessari ad un immediato contrasto all’insorgere dell’incendio. È noto che un incendio può essere utilmente contrastato se si interviene nella fase iniziale, evitando danni conseguenti all’habitat, all’asseto geologico dei suoli, all’uomo e le sue attività e gli alti costi per lo spegnimento con mezzi aerei. I dati registrati dal sistema digitale potrebbero sviluppare una banca dati utile a creare simulazioni ed esempi d’intervento. È sempre più urgente che il settore agroforestale sia sostenuto dalla collettività con incentivi volti a migliorare la qualità della vita di quanti abbandonano il comparto in cerca di lavori più remunerativi e meno gravosi. Il mancato presidio delle popolazioni rurali in territori tradizionalmente svantaggiati determina un naturale e progressivo degrado con conseguenze visibili a breve e lungo termine.

In definitiva la manutenzione del territorio va intesa come un’opera di lenta esecuzione, faticosa, che non produce risultati immediati, che tuttavia deve essere realizzata senza esitazioni, con tenacia e continuità, nell’interesse di tutti, non solo nei momenti di emergenza.