Ancora roghi di boschi e immondizia in Campania

in risalita il numero di incendi piaga innaturale della Campania

Piccoli e circoscritti incendi nel mese di luglio facevano presagire piccoli numeri anche per il presente mese di agosto. È stato solo un sogno. Oramai non c’è giorno che non fa registrare incendi del più vario genere nelle cinque province campane.

Il fenomeno degli incendi, come d’incanto, ha iniziato a proliferare intorno ai giorni di Ferragosto e, purtroppo, non accenna a diminuire. In provincia di Caserta, tra i tanti, si sono avuti incendi negli ultimi giorni a Castel Morrone, a Pignataro Maggiore; a Limatola, in provincia di Benevento; a Montemarano, San Martino Valle Caudina, Sperone ed altri comuni della provincia di Avellino a farne le spese è stata la macchia mediterranea; a Napoli è andato a fuoco il costone di Agnano, vicino al cratere, oltre alla zona dei Camaldoli, a Secondigliano e Pianura. Ma agli incendi di zone boschive e di sterpaglie bisogna aggiungere gli incendi verificatisi nell’area industriale di Battipaglia, dove hanno preso fuoco ecoballe di rifiuti.

E proprio nel giorno di Ferragosto si è innescato un incendio allo Stir di Casalduni, in provincia di Benevento, dove fortunatamente il pronto intervento dei vigili del fuoco è riuscito subito a domare le fiamme. Tubi di plastica hanno preso fuoco a Melito, uno dei comuni della cosiddetta ‘terra dei fuochi’. Sterpaglie e materiali di risulta sono andati a fuoco a Palma Campania con gravi problemi per la circolazione autostradale della Caserta-Salerno.

Si potrebbe continuare con tanti altri innumerevoli esempi. Ciò che desideriamo evidenziare è che gli incendi verificatisi ultimamente non hanno riguardato solo piante e sterpaglie, fatto di per sé già negativo, ma anche siti in cui è stipata la ‘monnezza’. Insomma una miscela esplosiva che va a peggiorare vieppiù le condizioni della ‘terra dei fuochi’, olim – così si diceva una volta – Campania Felix, e di tutta la regione Campania. L’attuale situazione dà la misura – che di sicuro, sarà inferiore a quella del prossimo anno – delle condizioni di abbrutimento in cui vive la locale popolazione, che, almeno in alcune sue frange, pare non conoscere alcun limite nel violentare la natura.