ARZANO, INDAGINI ED AVVISI DI GARANZIA PER LA VECCHIA ISOLA ECOLOGICA

Gestione illecita dell’isola ecologica: indagato dalla Procura l’ex  uomo di punta dell’amministrazione Esposito sciolta per mafia

Arzano .  Il provvedimento di garanzia sarebbe stato consegnato all’ex dirigente Giovanni Napolitano dopo il sequestro dell’isola ecologica e l’indagine partita nel 2018.

L’indagine, condivisa e coordinata dalla Procura di Napoli Nord, nasce  nell’ambito di un servizio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati ambientali, dopo che gli agenti del Comando Stazione forestale dei carabinieri e la locale tenenza  effettuarono un controllo all’interno dell’isola ecologica di via Cardarelli accertando che alcuni dei rifiuti ivi depositati erano detenuti in maniera non conforme alla normativa di settore.

A seguito delle verifiche eseguite si accertava l’inidoneità dell’area ovvero la mancanza di dovute autorizzazione comunali. I militari deferirono così alla competente Autorità Giudiziaria il Comune di Arzano onde risalire alle eventuali responsabilità dei vari dirigenti succedutisi negli anni.

Gli stessi, non avrebbero vigilato sull’osservanza delle norme in materia di salute e ambiente, senza adoperarsi per attivare le procedure istruttorie e di rilascio di una serie di autorizzazioni necessarie ed obbligatorie per legge. Infatti, sarebbe risultata assente l’autorizzazione per l’immissione in fogna, i certificati di conformità degli impianti elettrici e dell’impianto antincendio necessari ed obbligatori per scongiurare pericoli d’innesco incendi, e l’ agibilità.

Trovate anche diverse latte vuote di olio minerale e solvente miscelate nelle plastiche dure, prontamente contestate agli operatori trovati sul posto e la denuncia del responsabile aziendale anch’esso indagato. La mancanza dei requisiti minimi di sicurezza ambientale e la chiusura dell’area ecologica, hanno determinato ulteriori problemi sulla raccolta rifiuti. Se dovessero essere accertate le responsabilità, oltre all’ammenda anche una pena fino a due anni. Ma ovviamente sono tutti da dichiararsi innocenti fino ad una eventuale condanna definitiva.