Settore Ho.Re.Ca., dal 29 maggio cambiano le regole: focus su MOCA e conformità delle materie prime.

C’è una scena di grande pragmatismo nel film Erin Brockovich (2000) in cui la protagonista si siede al tavolo con i legali della controparte per analizzare, dati alla mano, l’impatto invisibile delle sostanze chimiche sull’ambiente circostante. Non usa slogan, ma fatti. Nel settore della ristorazione e della ricettività, il passaggio normativo del 29 maggio 2026 richiede alle aziende del territorio lo stesso approccio concreto: zero emotività e massima attenzione ai dettagli tecnici per adeguare i propri standard operativi.La data segna l’avvio ufficiale delle nuove disposizioni che integrano i reati agroalimentari e di sicurezza dei prodotti all’interno del perimetro di responsabilità delle imprese (D.Lgs. 231/01). Oltre alle regole sull’origine dei cibi, i fari dei controlli si concentrano su due pilastri della gestione quotidiana dei locali: la conformità dei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) e la gestione dei rischi microbiologici e chimici dei prodotti organici.La gestione dei MOCA: la tracciabilità dei materialiI MOCA – che includono vaschette per il cibo da asporto, pellicole per alimenti, stoviglie e attrezzature da cucina – rappresentano un elemento centrale della nuova compliance. La normativa europea e nazionale punta a prevenire il fenomeno della migrazione chimica, ovvero il trasferimento involontario di sostanze dai contenitori ai cibi.L’adempimento richiesto: Le aziende non devono andare incontro a blocchi operativi, ma assicurarsi che ogni materiale acquistato sia accompagnato dalla Dichiarazione di Conformità MOCA (Regolamento CE 1935/2004). Questo documento attesta l’idoneità del materiale al contatto con specifiche tipologie di alimenti (es. cibi caldi, acidi o grassi).Sicurezza delle materie prime e prevenzioneSul fronte del materiale organico e agroalimentare, il Piano di Controllo Nazionale richiede una rigorosa vigilanza sulla catena di fornitura per prevenire alterazioni batteriche (come Salmonella o Listeria) o superamenti dei limiti di contaminanti chimici.La continuità aziendale: Una corretta gestione della catena del freddo e delle procedure di abbattimento non è solo una tutela per il consumatore, ma lo strumento principale per salvaguardare la continuità del business. I protocolli interni servono a intercettare eventuali anomalie prima della somministrazione, azzerando il rischio di contestazioni legali o fermi amministrativi dell’attività.La road map organizzativa per gli operatoriPer accogliere le scadenze del 29 maggio in totale serenità, le strutture Ho.Re.Ca. possono strutturare la propria attività attraverso tre passaggi organizzativi:Archiviazione digitale delle conformità: Creare un registro interno in cui catalogare tutte le certificazioni MOCA rilasciate dai fornitori di packaging e stoviglie.Allineamento HACCP e Modello 231: Aggiornare il manuale di autocontrollo includendo procedure di verifica dei lotti e delle fatture al momento dello scarico della merce, così da proteggere la società da responsabilità oggettive.Protocollo di isolamento: Definire una procedura chiara per cui, in caso di segnalazione o dubbio su una materia prima, il lotto venga immediatamente isolato in un’area dedicata del magazzino (“quarantena”), impedendone l’uso accidentale durante il servizio.L’adeguamento normativo non deve essere visto come un ostacolo, ma come un’opportunità di qualificazione per le imprese del settore agroalimentare e turistico, un sigillo di garanzia che tutela il patrimonio aziendale e consolida il rapporto di fiducia con il cliente.

DISCLAIMER (Declino di responsabilità): Il presente articolo ha scopo puramente informativo e divulgativo e non costituisce in alcun modo consulenza legale, aziendale o professionale. Per l’applicazione dei modelli organizzativi 231 e l’adeguamento normativo specifico, si invita a consultare professionisti abilitati e consulenti legali specializzati.

Articolo di Salvatore Schiavone