ASOIM e WWF: “Fermate la prova per cani da ferma al Lago Matese. A rischio specie protette e habitat “

Un appello urgente è stato inviato all’Ente Parco Nazionale del Matese e ai Carabinieri Forestali da parte di ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) e WWF Italia per chiedere l’immediata inibizione di una manifestazione cinofila programmata per il prossimo 3 maggio.

L’evento, pubblicizzato sui social network come una “prova sperimentale di monitoraggio del Beccaccino con cane da ferma”, è organizzato dall’Associazione Libera Caccia in collaborazione con l’U.R.C.A.. Le associazioni ambientaliste denunciano che tale attività si svolgerebbe in un’area di altissimo pregio naturalistico e in un periodo estremamente delicato per la fauna.

Le criticità rilevate
Secondo quanto esposto nel documento inviato alle autorità, la manifestazione comporterebbe gravi rischi e potenziali violazioni normative:
Disturbo alla riproduzione: L’attività si svolgerebbe in pieno periodo riproduttivo, arrecando disturbo a specie che nidificano al suolo, come la Quaglia (Coturnix voturnix), la cui popolazione nel casertano è già in forte calo.
Specie protette a rischio: Sulle rive del Lago Matese nidificano specie acquatiche rare inserite nell’Allegato 1 della Direttiva “Uccelli”, tra cui il Tarabusino, l’Airone rosso e la Moretta tabaccata.
Violazioni di legge: Le associazioni richiamano il divieto di disturbo della fauna selvatica sancito dalla Direttiva Uccelli, dalla Legge Quadro sulle Aree Protette (394/1991) e dalla legge 157/1992 sulla tutela della fauna omeoterma.
L’area è protetta dalla Rete Natura 2000 (ZPS e ZSC) e ospita habitat comunitari tutelati (Habitat 3150). Qualsiasi attività di questo tipo necessiterebbe di una VIncA.

Il Presidente dell’ASOIM, Maurizio Fraissinet, e il Direttore Affari Legali del WWF Italia, Dante Caserta, hanno chiesto un intervento risolutivo per inibire l’evento ed evitare danni irreversibili al patrimonio naturale del Parco.
Le associazioni segnalano inoltre l’uso improprio di un logo riconducibile al Parco Nazionale sulla locandina dell’evento, chiedendo chiarezza sulla posizione dell’Ente rispetto a un’iniziativa che appare in netto contrasto con le finalità di conservazione dell’area protetta.